Diecimila paganti per Roma-Udinese. Non sarebbe male se non ci fosse un prima e un dopo. Prima, e cioè prima di Lecce-Roma, erano settemila. Dopo, sono cresciuti di appena tremila unità. Oggi si dovrebbe venducchiare qualche altro biglietto tra ricevitorie Lottomatica e Roma Store (ma quelli di Tevere e Monte Mario si trovano pure al Ticket Office di viale delle Olimpiadi). Si parte da 13 euro, tranne che per donne, under 14 e over 65, che pagano decisamente meno. Pura cronaca: inclusi gli abbonati, siamo a circa trentamila spettatori. La Sud è esaurita, i Distinti Sud quasi. Eppure, oggi più che i report del botteghino sarà interessante osservare la Curva. La Sud. Perché la figuraccia in Salento potrebbe avere lasciato il segno nella tifoseria. Per capire l’effetto che fa. Per se stessi. Questo può essere già un validissimo motivo per guardare la Sud.
Capitolo Juve-Roma. Dalla solare Torino sono state rese note le modalità di vendita. I biglietti possono essere acquistati nelle ricevitorie Lottomatica dalle 10 di martedì prossimo fino alle 19 del 21 aprile. Costano la bellezza di 35 euro. Anche la Juventus si è uniformata al malcostume di fregarsene di una circolare del Ministero dell’Interno. È quella dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive che invita i club a dare la possibilità a un non tesserato di entrare nel settore ospiti, a condizione che a comprare il biglietto sia un amico tesserato. Per carità, non è certo questo quello che chiedono le curve italiane. La libertà di tifo è cosa diversa, è l’assenza di divieti. Questo era però un primo passo nella direzione giusta. Un gesto che è stato completamente ignorato da tutte le avversarie della Roma, Juve compresa. Tutte tranne il Siena, e solo perché a Trigoria hanno insistito. Viceversa, la Roma è stata ligia al dovere. Finora, ha sempre dato seguito alla direttiva. Al Ministero sono adesso concentrati sulla delicatissima finale di Coppa Italia tra Napoli e Juve. Questo assoluto menefreghismo dei club non passerà comunque inosservato. Almeno, così giurano al Viminale.
Il Romanista – Daniele Galli