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Roma, missione Europa League: la vittoria vale doppio

Roma, missione Europa League: la vittoria vale doppio

IL MESSAGGERO (Stefano Carina) – Leggi Panathinaikos e pensi subito ad una gara di passaggio. Anche perché, guardando la classifica di Europa League, la squadra di Benitez più di tanto non può ambire. Vincendo o perdendo ai greci non cambierebbe nulla: i playoff li hanno conquistati e qualsiasi sarà il risultato non potranno né uscirne e nemmeno arrivare tra le prime otto. Per la Roma invece conta molto. Perché ottenuta una delle prime otto posizioni, mantenerla vorrebbe dire evitare due partite di playoff e garantirsi il mese di febbraio senza gare infrasettimanali.

E poter usufruire, in vista di RomaJuve, di una settimana di lavoro senza perdere energie, fisiche e mentali, dovendo pensare al ritorno dello spareggio europeo. Non poco. Anche perché Spalletti, invece, sarà costretto a disputarli. E guardando ad oggi le possibili combinazioni, per i bianconeri non sarà una passeggiata: gli avversari passano dall’abbordabile Qarabag ai più ostici Galatasaray, Leverkusen, Marsiglia e forse Dortmund.

Al di là di questo, per una squadra come la Roma che qualche pezzo strada facendo lo sta perdendo, rifiatare un attimo dopo un mese che l’ha vista impegnata la bellezza di 9 volte (comprese le prossime due gare) non sarebbe male. Anche perché Hermoso proverà a recuperare per Udine (difficile) ma Koné lo rivedremo probabilmente con la Cremonese.

Domani forse potrebbe bastare anche un pareggio. Ma per evitare di dover poi guardare in casa altrui, meglio vincere. La sfida di Gasp è farlo almeno senza 5-6 titolari. Bene o male come accaduto contro lo Stoccarda. Ad Atene gioco-forza ci saranno diversi volti nuovi. Malen, Vaz e il baby Venturino infatti non possono giocare non facendo parte (ancora) della lista Uefa; Hermoso, El Shaarawy, Dovbyk e Koné sono infortunati; Angeliño non è disponibile; per Dybala l’idea è quello di preservarlo per Udine. Spazio quindi a Ziolkowskin e Ghilardi nel pacchetto dei tre difensori, a Rensch se darà garanzie di aver recuperato dalla contusione al ginocchio sinistro, più Pisilli e El Aynaoui in mezzo e Ferguson davanti. Gli unici chiamati ad un sacrificio, saranno ancora una volta Soulé e Pellegrini, più probabilmente Celik, con Cristante pronto a dare il cambio ad uno dei mediani.

Un’altra Roma che però ha già dato prova di essere pienamente affidabile. Soprattutto Ferguson è chiamato a dare un segnale. Non è infatti passato inosservato come contro il Milan, nel momento di dover sostituire Malen, Gasperini gli abbia preferito Vaz. Tra l’altro in queste ore si sta facendo largo la possibilità di un interessamento last-minute del Bologna, qualora dovesse cedere Dallinga. Evan, finora, è sempre stato impermeabile alle voci. E se la Roma ha buone chance di arrivare tra le prime 8 lo deve anche alla sua doppietta a Glasgow. Ad Atene, dopo la buona prova con lo Stoccarda pur senza segnare, Gasp aspetta una conferma.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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