FUTURO RUDI Già, come diverso può essere il suo destino, a seconda della piega che prenderà la stagione, dopo che il 17 ottobre si era detto sicuro di vincere lo scudetto. «Ripeto, non sarò mai un peso per questo club — continua Garcia — Sono venuto qui per vincere dei trofei, nonostante Roma sia la piazza più difficile del mondo. E quando capirò di non essere più un valore aggiunto per riuscire a farlo, mi farò da parte». Come dire, aspetto i conti («Che si fanno sempre alla fine, succederà anche quest’anno»), anche se poi Garcia ci torna su, puntualizzando le difficoltà di una piazza a volte isterica, ma sicuramente meno difficile di altre. E che, dopo un 1-7 casalingo contro il Bayern, l’ha difeso e coccolato. «Ne parleremo meglio a fine stagione. Anzi, all’inizio della prossima. Perché io fino all’ultimo minuto dell’ultima partita ci sarò. E sarò il primo a lottare, sempre».
BABA & GOMEZ Come ad un certo punto ha lottato Montella, per uscire da una situazione di empasse in cui si era infilata la sua Fiorentina. Lui che Roma la conosce bene eccome. «Non posso sapere cosa succederà, ma so che i tifosi giallorossi sono sempre stati vicini alla squadra, anche nei momenti difficili. La Roma ha grandi calciatori, temo il loro orgoglio, la loro voglia di fare una grande gara». È per questo che Montella («Totti? Non l’ho sentito, ma neanche all’andata ») rilancerà Babacar dal via, tenendosi come carta di riserva Gomez. Due recuperi doc. «Babacar sta bene, è pronto. Mario ha superato i test ed è convinto di poterci essere». Si affiderà anche a loro per segnare almeno quel gol che è la dote minima di cui ha bisogno. E che potrebbe allungare quel sole che a Firenze è tornato a splendere da un po’.
La Gazzetta dello Sport – A. Pugliese
