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Koné di corsa verso il futuro

Koné di corsa verso il futuro

Gasperini recupera Koné per la Fiorentina. Queste potrebbero essere le ultime partite di Koné con la Roma. Il francese è uno dei cedibili per le plusvalenze entro il 30 giugno.

Il Messaggero (S.Carina) – All’appello manca soltanto Koné. Gasp ci spera, vista anche l’assenza di El Aynaoui. Quattro partite, a partire da quella contro la Fiorentina di lunedì, per cullare il sogno Champions. Quattro gare che, senza girarci troppo intorno, potrebbero essere le ultime del francese con la Roma. Al di là di chi dovrà fare gli 80 milioni di plusvalenze entro il 30 di giugno – Massara non ha intenzione di dimettersi ma intanto trapela come tra i candidati alla successione abbiano perso sensibilmente posizione sia Giuntoli che Paratici – il centrocampista è tra i papabili ad essere sacrificato.

Al netto di innamoramenti improvvisi per lo Ziolkowski di turno, lui, Pisilli, Svilar e Ndicka sono i calciatori dai quali è più semplice ricavare quel disavanzo positivo tra il prezzo di vendita e quello di acquisto che stabilirà se e come la Roma uscirà dal Settlement Agreement. Pagato 18 milioni (più due di bonus), oggi a bilancio figura intorno a 10,8. La Roma lo valuta 45 milioni. Tradotto: 35 milioni di pluvalenza.

Quando si parla di Manu spesso ci si divide. Chi lo considera un perno insostituibile, imprescindibile nella costruzione di una grande squadra, e altri che ne evidenziano come sappia fondamentalmente fare soltanto una fase, quella difensiva. Posizioni inconciliabili, radicate come sono. A chi fa notare l’equilibrio e la compattezza che il francese regala quando è in campo, c’è sempre un altro che dati alla mano ne evidenzia l’inconsistenza offensiva. Eppure Manu a 24 anni è uno dei titolari o semi-titolari dei Bleus, non proprio l’ultima nazionale del pianeta, e qualora dovesse salutare andrebbe comunque a giocare in club di primissima fascia: Inter, Psg, Newcastle.

La Roma è davanti a un bel dilemma, pur sapendo che alla fine sarà il mercato a decidere. Se arriverà l’offerta da 45 milioni, suo malgrado, bisognerà mettersi seduti e valutarla. Il problema semmai è un altro: con un mondiale di mezzo, che potrebbe far lievitare il cartellino, a Trigoria non vorrebbero replicare il caso Salah, venduto a 42 milioni (+8 di bonus) entro il 30 giugno del 2017 dall’allora ds Monchi per far fronte alle esigenze del Fpf prima che il prezzo dei cartellini lievitasse durante l’estate con gli affari Neymar e Dembelé. E Gasp? È lì che osserva.

Conosce il valore di Koné, ne riconosce l’importanza e da quella considerazione che fece poco dopo Ferragosto di un anno fa a Frosinone – «Koné è indubbiamente un giocatore molto forte, sarebbe una perdita. Bisogna però vedere cosa si può fare da qui a fine mercato perché la situazione del FairPlay finanziario è sotto gli occhi di tutti» – oggi farebbe più fatica a privarsene. Il problema è che la Roma può decidere fino ad un certo punto. E con lei, Gasperini.

Intanto l’allenatore, aspettando di mettersi seduto e parlare del futuro, pensa al presente. Riavere Koné per questo rush finale non è secondario. Il centrocampista è fermo dallo scorso 19 marzo, quando uscì dal campo al 18′ della sfida poi persa con il Bologna in Europa League per una lesione alla coscia. L’epilogo amaro di un lungo braccio di ferro tra lo stesso Gasp e lo staff medico che invitava alla cautela per il ritorno in campo del centrocampista. Proprio la gestione di Koné è stato uno degli argomenti di scontro tra il tecnico e Ranieri. Situazione che si è riproposta anche la scorsa settimana con l’allenatore che ha preferito non forzare la mano. Manu tornerà ad allenarsi mercoledì, pronto magari ad una staffetta con Pisilli con la Viola. Per pensare al domani ci sarà tempo.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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