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Gasperini: “Non possiamo tenere tutti. Mancini non va via”

Gasperini: “Non possiamo tenere tutti. Mancini non va via”

Gasperini blinda Mancini e spinge per i rinnovi di Dybala e Pellegrini. La Roma non vorrebbe sacrificare un big, ma non è detto sia possibile.

Il Messaggero (S.Carina) – È diventato lo slogan preferito del tifoso giallorosso: «Ammucchia Gasperì!». Magari in pochi sanno che ammucchia non è il sinonimo di accumulare ma deriva dal siciliano ammucciari e sta per nascondere mentre Gasperì sta per Gaspare, ma poco importa. Perché Gasperini, quello vero, Gian Piero da Grugliasco per intenderci, non ha voglia di nascondere nulla. E come al solito, quando parla, è sempre chiaro. Lo è stato anche ieri, a Bergamo, all’Accademia dello Sport per la Solidarietà, dove il tecnico è stato ospite d’onore e ha giocato a Padel. Divertimento sì, per poi tornare immediatamente serio quando gli è stato chiesto del futuro della Roma: «Cessioni illustri per il FPF? Io vorrei tenerli tutti, ci sono però delle esigenze di bilancio dovremmo essere bravi a superarle e capire come tenere i giocatori migliori».

Tradotto: saranno inevitabili dei sacrifici. I nomi, sono sempre gli stessi (Ndicka, Koné, Soulé, Pisilli e in extrema ratio Svilar). Come sono sempre gli stessi i calciatori che si attende possano essere rinnovati a breve: «Pellegrini e Dybala? Vogliamo creare una squadra migliore e per farlo bisogna partire dallo zoccolo duro. È fondamentale ripartire da loro, per poi inserire giocatori di livello. Mancini-Inter? Gianluca non se ne va, gliel’ho già detto. Può fare quello che vuole l’Inter, se vuole rimanere, rimane». E su questo, fino a prova contraria, non dovrebbero esserci dubbi.

A chi gli chiede se si attende un regalo dai Friedkin, replica: «No, dobbiamo lavorare con serietà e attenzione. Roma è una piazza importante. Siamo in una posizione di stallo ma non riguarda soltanto noi, sarà più avanti che si costruiranno le squadre. Abbiamo il dovere e l’esigenza di provare a migliorare la squadra e dare soddisfazione ai tifosi».

Chiaro, no? Per questo motivo in giornata si attende l’ufficialità del nuovo ds D’Amico e con questa la deroga richiesta all’Assemblea di Lega che si terrà a Parma prima del varo dei calendari, per far operare il ds immediatamente e non attendere, come regolamento imporrebbe, il 1 luglio. Il 30 giugno infatti si avvicina e la scadenza del Settlement Agreement la fa da padrona non solo nei tam tam radiofonici in città ma anche nei pensieri dell’allenatore.

Il traguardo, quello dei 60 milioni iniziali, si è già abbassato di una decina di milioni in virtù di qualche operazione che la Roma ha portato a termine in questi ultimi giorni. Il riferimento è ai riscatti di Sangaré dell’Elche (che sono valsi 3,8 di pluvalenza) più Saud del Lens (2,1), aspettando che ci siano degli sviluppi concreti per Baldanzi e Ziolkowski, senza contare i soldi che sono scattati dagli sponsor per il conseguimento della Champions (5). Diverso invece il discorso sugli introiti che la Lega elargisce in base alla posizione ottenuta in campionato che vengono spalmati a più riprese e sono in questa fase di difficile conteggio.

Cinquanta milioni, comunque, non sono pochi. La Roma è in una posizione di attesa anche perché la speranza è quella di sacrificare soltanto un big. Ma questo dipende dal mercato. E soprattutto dalle tempistiche delle proposte che arriveranno. Lo sa Gasp, figuriamoci D’Amico.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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