
Il presidente della Lega Adriano Galliani chiama al cellulare l’arbitro Rosetti per accordare l’interruzione. E così è. Ci si ferma per rigiocare in un’altra data da destinare. Il deflusso degli spettatori rasenta momenti di drammaticità, ma alla fine tutto rientra più o meno nei canoni. I fatti scatenano polemiche e dibattiti televisivi infiniti con trasmissioni ad hoc animate dai soliti tuttologi del nulla a tagliare giudizi con l’accetta. Normalità italiana. Quattro giorni dopo, 25 marzo 2004. Si torna all’Olimpico, l’occasione è il ritorno di un ottavo di finale di Coppa UEFA contro il Villarreal. L’andata era finita 2-0 per gli spagnoli, serve una rimonta alla squadra di Capello per passare il turno. Farlo in un ambiente condizionato dai recenti accadimenti non è semplice, ma ci si prova. Alcuni romanisti decidono di disertare l’appuntamento per timore di altri incidenti. La Roma tenta l’impresa: va in vantaggio nel primo tempo con Emerson, poi raddoppia nella ripresa con Cassano recuperando il parziale della sfida precedente. Si mette bene, ma sul più bello segna Anderson e riporta la qualificazione al Villarreal. 2-1. Titoli di coda, sulla coppa e sul “derby del bambino morto”. Sipario.