Mancini si aspettava tempistiche diverse rispetto al rinnovo di contratto che era già stato impostato a gennaio. Discorso simile Cristante.
Corriere dello Sport (G.Marota) – «Restiamo tutti», si sono detti Dybala, Pellegrini, Celik, Mancini, Cristante, Koné e tutti gli altri dopo la notte magica di Verona. Quell’Europa conquistata sul campo con una rimonta incredibile, vorrebbero tutti giocarla insieme, i calciatori in scadenza e quelli apparentemente destinati a diventare delle facili plusvalenze. La chiamavano la banda del sesto posto, è diventata quella del terzo. E adesso c’è un ulteriore step di crescita da compiere come gruppo: confermare di poter essere una banda in grado di suonare all’unisono la musichetta della Champions League.
Mancini aspetta il rinnovo
L’argomento Mancini, come quello legato a Cristante, il capitano della squadra che con Verona-Roma ha raggiunto il mito Masetti al 10° posto tra i più presenti nella storia del club, è finito in coda. C’è ancora un anno di contratto davanti: è poco per chi ragiona su una programmazione pluriennale, deve invece sembrare abbastanza a un club che ha deciso di dare un netto taglio ai costi e non può che ragionare sull’attualità stringente. I due calciatori hanno lo stesso agente, tra l’altro.