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Le cinque giornate di Dybala

Le cinque giornate di Dybala

Dybala, recuperato dall’infortunio al ginocchio, spera in un gran finale. Vorrebbe restare alla Roma, ma la società non si è fatta avanti.

Il Messaggero (A.Angeloni) – Dal 25 gennaio al 25 aprile, tre mesi esatti per risorgere. E forse, dobbiamo ammetterlo, può essere anche tardi. È proprio quel “tardi” il problema, se parliamo di Paulo Dybala. È la rappresentazione di qualcosa che è sfuggito davanti agli occhi, che poteva essere e invece non c’è stato. Paulo ispira questo sentimento, una bellezza per certi versi imperfetta. Peccato, perché tanti sogni erano stati riposti su questo calciatore fenomenale e fragile, quando nell’estate del 2022, scaduto il contratto con la Juve, si è sentito libero di accettare la proposta di Mourinho, con cui ha sfiorato il successo in Europa League, fallendo pure le varie qualificazioni in Champions.

Tanta luce, poi fasi di buio. Con Mou era il periodo di “c’è una Roma con Dybala e una Roma senza“. Purtroppo sono state troppe le volte in cui la squadra ha dovuto fare senza, tante è andata bene, in molte occasioni non proprio, è mancata la qualità, la fantasia, il colpo del campione e la Roma in questi anni non ne ha avuti molti. Come nell’ultimo periodo, da tre mesi a questa parte, una stagione maledetta, con ventidue presenze e tre sole reti.

Ah se fosse stato al meglio in quella finale contro il Siviglia“, quando non è bastato un suo gol, sarebbe stato decisivo anche nei rigori; “ah, se quest’anno Gasperini ce lo avesse avuto sempre al meglio“. Possiamo continuare con gli “ah” e i “se”. Non lo faremo, il concetto è chiaro: la Roma raramente in queste quattro stagioni si è goduta il vero Dybala: non ha mai toccato le trenta presenze in campionato, 25 la prima, 28 la seconda, 24 la terza e ora è fermo a 17 con la speranza di arrivare a 22: ieri si è allenato in gruppo, sta bene. Insomma, le intenzioni ci sono. Quando è stato presente, si è accesa per tutti una Joya negli occhi. Paulo è stato un sogno, è stato un rimpianto, è stato tanto e poteva essere di più. È stato a un passo dall’addio, per poi decidere di restare, si è guadagnato con le presenze l’ultimo anno di contratto. E ora? Appeso all’incertezza, anche lui.

Non ha avuto nemmeno il tempo di affiancare Malen, quando la Roma ha imparato a fare gol ma si è dissolta nella mancanza dei punti che avrebbero potuto portare la Roma a consolidare il quarto posto. Quattro anni di bellezza e di vuoti, di giocate fantastiche, di stop visionari, e di dolorini qua e là, paure, fraintendimenti, due interventi tosti, che lo hanno allontanato dalla squadra nel finale della scorsa stagione e in quella attuale. L’ultima volta che lo abbiamo visto in campo, tre mesi fa, nella serata con il Milan, nella quale ha accusato un dolore al ginocchio e ci hanno messo un po’ a capire che doveva essere operato: Gasp non l’ha presa benissimo. Tempo perso, tempo rubato all’arte, alla Roma, alle sue ambizioni e a quelle di Paulo, che sognava il suo ultimo mondiale.

Sabato ricomparirà nella lista dei convocati, starà a Gasperini capire se e quanto potrà essere utile, difficilmente lo vedremo tra i titolari. Era bello, a inizio stagione, parlare del suo (presunto) dualismo con Soulè, sarebbe stato stimolante pure raccontare i suoi assist o i duetti con Malen, ma con l’olandese ha giocato solo due volte e una palla gol, almeno, gliel’ha regalata, invece oggi l’attualità ci porta a riferire dell’ambiente trigoriano deteriorato dalle liti interne e da un futuro tutto da ricostruire.

Futuro che probabilmente non vedrà Dybala protagonista da queste parti: è a scadenza di contratto e i soldi che guadagna ora (tanti), ha fatto sapere la Roma, non sono più un argomento di discussione. Paulo, chissà, sceglierà di finire la sua carriera negli Usa, oppure nel suo amato Boca, ma dentro di sé coltiva ancora la speranza che si riesca a trovare una strada su cui viaggiare ancora insieme. Se andasse via, come da contratto scaduto, qui resteranno quelle immagini dei suoi 45 gol, dei suoi 26 assist, della tripletta al Torino, delle meraviglie tecniche e con queste tante altre occasioni perse.

Dybala sarebbe disposto ad abbassarsi l’ingaggio, al momento non ci sono schiarite, né segnali chiari di apertura da parte della società, alle prese in questo momento con altri problemi. C’è solo quel “siamo aperti a ogni eventualità” che il ds Massara continua a pronunciare in ogni intervista, riferendosi pure a Pellegrini. Staremo a vedere, intanto Gasp si aggrappa a lui (e a Wesley, un altro neo recuperato) in queste ultime cinque giornate di speranza Champions e di passione. Da Bologna a Verona, con un sinistro magico in più. E chissà se sentiremo ancora quel “Daje Roma daje” con cui si è presentato quattro anni fa al Colosseo Quadrato dell’Eur, davanti a migliaia di tifosi sognanti.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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