TUTTOSPORT (Lorenzo Aprile) – Teun Koopmeiners voleva la Juve a tutti i costi e, alla fine, l’ha avuta. Tuttavia, prestazioni al di sotto delle aspettative per un profilo costato 58,4 milioni e chiamato a caricarsi sulle spalle il peso di un centrocampo monopasso, infortuni, e i molteplici cambi in panchina non l’hanno aiutato a convincere. La società lo ha aspettato, con pazienza, confermandolo, ma è passato un anno e mezzo dal suo approdo in bianconero e, salvo qualche serata sporadica qua e là, l’impressione è che il vero Koop non si sia ancora visto.
Almeno, fino alle due partite dei playoff di Champions contro il Galatasaray. Gare in cui l’olandese – dopo una serie di esperimenti tattici in tutte le zone del campo, difesa compresa – è tornato in quella che pare essere la sua posizione ideale: la mezzala nel 4-3-3. Timidi segnali di ripresa che avrebbero attirato l’interesse di una serie di club europei. Su Koopmeiners non c’è infatti solo il Galatasaray – che l’ha inseguito per tutta la finestra di mercato invernale – ma anche la Roma del suo padre calcistico Gian Piero Gasperini. Lui, che giusto otto mesi fa avrebbe potuto riabbracciarlo proprio in bianconero, prima di cedere alle avances romaniste.E questo, al netto della recente involuzione di Teun, sulla falsa riga dei tanti gioielli che, una volta lasciata la Dea, hanno finito per smarrirsi. Anche se, a detta di Gasp, si tratterebbe di un falso mito: “Non credo di essere un fattore in questo senso – ha sottolineato il tecnico giallorosso in conferenza – Prendiamo per esempio Mancini e Cristante. Alla Roma li ho trovati ancora più forti rispetto a quando li ho allenati da giovanissimi a Bergamo. Di recente, però, Koopmeiners ha realizzato due gol in Champions. Posso dire che è un giocatore forte e che all’Atalanta era un elemento di grande valore. Poi, perché non sia riuscito a mantenere certe aspettative iniziali in altri contesti, è difficile dirlo con precisione”.
Elogi a parte, l’olandese fa parte della shortlist capitolina per il mercato estivo. La Juventus non chiude la porta, anzi: c’è da fare cassa per poter finanziare i colpi in entrata, dal momento che molti degli esuberi potrebbero tornare indietro dai rispettivi prestiti. Serve tuttavia la giusta offerta: non meno di 30 milioni.