
È cambiato tutto perché questa società, la Roma, si è infilata tra le pieghe di una determinazione dove l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive chiedeva ai club meno attenzione all’aspetto commerciale della tessera del tifoso e più al tifoso. Dove li esortava a sfruttare le nuove tecnologie per approntare una nuova carta per la quale non bisognasse aspettare, come avviene ancora adesso per la Privilege, interi mesi. La Roma ne ha parlato con Lottomatica e ha ideato l’As Roma Club Away: non è inserita in un circuito bancario, la foto si fa sul posto tramite una webcam, la consegna è immediata. In pratica, chiavi in mano. Generalmente, perché c’è ancora chi dice no a qualsiasi tessera, la curva romanista ha accolto la Away con soddisfazione. È il motivo per cui dei 700 in trasferta oggi, molti, moltissimi, saranno ragazzi della Sud. Ragazzi che (ufficialmente) non hanno più potuto seguire la Roma da quella indimenticabile – per numeri anche lì, e sensazioni, per quello che non è stato e invece sarebbe potuto essere – trasferta di Verona.
Torino sarà un nuovo inizio. Poi ci sarà Milano, San Siro, il terzo anello. Torino sarà un nuovo inizio e pure un test, perché mercoledì prossimo nella piccionaia nerazzurra (19 euro, biglietti in vendita nelle rivendite Best Union) sono previsti almeno duemila romanisti. Almeno. Tempo al tempo, certe cifre possono solo incrementare, prima c’è Torino. Prima c’è un oggi che attendevamo da tre anni.
Il Romanista – Daniele Galli