La prima mossa di Luis Enrique fu escludere Totti, nella sfida di andata dell’Europa League, in quel di Bratislava. La prima di Zeman, invece, è stata quella di riabbracciare il capitano, ricordando i tanti momenti vissuti insieme nelle due stagioni in giallorosso, ma non solo. Così ieri, si sono ritrovati in un noto ristorante di Roma, da «Checco dello Scapicollo», dove giocatori e dirigenti della Roma sono praticamente di casa. Era la prima volta da quando Zeman è ridiventato allenatore della Roma, non la prima da quando lasciò Trigoria. Tra Francesco e il boemo l’affetto si è cristallizzato nel tempo, così come la stima reciproca. E il rapporto, negli anni, non ha mai perso di intensità.
Discorsi Così, tra l’emozione di ritrovarsi e qualche lungo silenzio, Totti e Zeman hanno parlato di tante cose, a cominciare dalla felice avventura di Pescara del mister. Il boemo ha poi chiesto al capitano lumi sulla scorsa stagione e Francesco lo ha rassicurato sul gruppo: «È sano, fatto di bravi ragazzi. E di buoni giocatori». Concetto apprezzato da Zeman, che poi ha ribadito come la priorità sia proprio quella di intervenire sulla difesa, il reparto che meno ha convinto nella gestione-Luis Enrique. Francesco, invece, di lumi non doveva chiederne, perché tanto sa tutto di ciò che lo aspetta. A cominciare dalla preparazione. «È sempre la stessa, vero?». Sì, è sempre la stessa. E punta a mettere benzina nei muscoli della Roma. Dove giocherà Totti, poi, si deciderà più avanti. Ma, c’è da scommetterci su, per Zeman non sarà mai un problema.
Gazzetta dello Sport – Andrea Pugliese