Dall’altra c’è però la Roma vista sabato; al San Paolo si è visto sì, un grande Napoli, ma anche una Roma povera, insofferente, irriconoscibile, la sorella gemella della stessa squadra asfaltata dal Bayern in casa.
Bisogna però capire dove sta l’anormalità, visto che nel calcio può capitare di perdere, e se si vanno a vedere i due avversari (Bayern e Napoli) c’è la tentazione di farle passare come due sconfitte preventivabili. Il problema però è la mediocrità espressa dai giocatori di Garcia, soprattutto sul piano dell’atteggiamento psicologico.
La partita contro il Bayern ha impressionato per la rapidità con cui la Roma ha smarrito il proprio morale. Discorso analogo per la trasferta di Napoli, in cui forse si è riusciti a fare peggio, venendo assediati fin dai primi secondi. La Roma è sembrata inconsistente sul piano fisico, fragile sul piano mentale: caratteristiche improprie per una squadra che vorrebbe ambire allo scudetto.
Bayern-Napoli e di nuovo Bayern, tre partite legate da un filo comune come lo stesso Sabatini ha ricordato: “Non possiamo pensare che una partita come quella non lasci strascichi — ha detto —. Dobbiamo lavorare per ricreare un’idea di noi stessi e ci riusciremo, perché c’è sintonia tra squadra e allenatore. È un momento delicato, dobbiamo dare qualcosa in più e fare le nostre riflessioni»
La Roma ha iniziato a scricchiolare proprio sotto le cannonate di Robben e compagni e chissà se proprio all’Allianz Arena la maledizione verrà rotta così da poter tornare a vedere quella squadra che tutti noi abbiamo conosciuto
