Si è comportato ancora una volta da capitano, Francesco Totti, trascinando i suoi compagni (ad eccezione di Heinze e Bojan) sotto la curva. Si è preso gli applausi della sua gente e qualche fischio: «C’è solo un capitano» e «Luis Enrique dove sta?», i cori della Sud, che già prima della partita aveva individuato nel tecnico spagnolo il maggior colpevole. Lo striscione “Luis vattene” ha campeggiato in curva Nord per alcuni minuti al momento dell’ingresso in campo delle squadre.
Sul futuro è ottimista. «Sapevamo che il processo di ricostruzione sarebbe stato lungo. Luis Enrique merita di avere la possibilità di stare con noi un’altra stagione per dimostrare il suo valore come uomo e come tecnico. Non gli regaliamo niente, lui merita di restare. Non ne parlano bene solo i giocatori ma anche gli avversari: o sono tutti laziali o c’è un fondo di verità. È molto provato ma abbiamo rimandato a fine campionato l’analisi dei nostri problemi e delle soluzioni. Totti? Francesco ha un carisma e una personalità tale che non gli si può fare nessun appunto. Aiuta i suoi compagni e si prende le responsabilità. Un giorno, spero lontano, dovremo farne a meno ma per noi è troppo importante».
Corriere della Sera – G. Piacentini