Guardando i numeri che pubblica ogni settimana la Lega, Juventus e Roma sembrano abbastanza vicine. Sono in testa alle classifiche del possesso palla, della supremazia territoriale, hanno percentuali simili di passaggi riusciti e hanno segnato più o meno gli stessi gol: 53 la Juventus, 52 la Roma. Eppure in classifica la Juventus ha 18 punti in più della Roma e, essendo imbattuta, ha perso 12 partite in meno della Roma. Segno che altri numeri hanno un peso specifico maggiore nel conto complessivo.
SECONDO TEMPO – Impressionante è poi la distanza del rendimento tra il primo e il secondo tempo delle due squadre. A metà dell’opera, la Roma è ancora seconda dietro al Milan (59 punti contro 61) mentre la Juventus è addirittura quarta (a quota 51). Ma nessuno viaggia come la Juve dopo il quarto d’ora di riposo: +17 punti. E la Roma dei secondi tempi zoppica frequentemente, anche se la vittoria contro l’Udinese maturata nei minuti finali lascerebbe pensare a qualcosa di nuovo. Tra prima e seconda parte, Luis Enrique ha ceduto 9 punti. Secondo lui non è un problema atletico, «nemmeno la Juventus corre più di noi» , ma allora alla base di questo crollo c’è davvero una mancanza di lucidità e personalità. Parlando di gol, la Roma ha segnato 23 gol nei secondi tempi incassandone 27. La Juve, invece, ne ha fatti 36 e ne ha presi soltanto 8. Nei momenti decisivi, quando bisogna cambiare marcia, o viceversa mantenere il controllo del gioco, la Roma spesso non c’è. Su questo ha ancora molto da imparare.
Corriere dello Sport – Roberto Maida