La Roma vuole chiudere il settlement agreement. Le cessioni sono il primo banco di prova per D’Amico. Soulé resta il principale indiziato.
Corriere dello Sport (J.Aliprandi) – Otto giorni. Soltanto otto giorni per chiudere i conti con il passato e provare ad aprire definitivamente una nuova fase. Il 30 giugno non è una data qualunque per la Roma: è il traguardo di una lunga rincorsa al rispetto del settlement agreement, quella pratica diventata negli anni una vera spada di Damocle sulle teste dei dirigenti giallorossi. Ogni giugno la stessa storia, ogni giugno la stessa missione: sistemare il bilancio, ridurre le perdite, trovare plusvalenze. Una parola che nel calcio moderno fa storcere il naso a tifosi e addetti ai lavori, ma che continua a dettare legge.
È il primo esame per Tony D’Amico. Il nuovo diesse si è appena insediato a Trigoria e si ritrova subito immerso nella fase più delicata dell’anno. Nessun rodaggio: servono cessioni, servono incassi, servono operazioni capaci di soddisfare le richieste dell’Uefa e permettere alla Roma di chiudere l’ultimo bilancio sotto la rigida lente del fair play finanziario.Al centro della strategia c’è Matias Soulé. È lui il nome individuato per generare la plusvalenza più importante e contemporaneamente finanziare il prossimo assalto al mercato. L’argentino è diventato il fulcro di un puzzle complesso, dove esigenze economiche e valutazioni tecniche si intrecciano inevitabilmente. Il Borussia Dortmund si è mosso da tempo, ma la concorrenza è cresciuta. Diversi club di Premier hanno già aperto i canali con l’entourage del giocatore, mentre il suo agente Martin Guastadisegno continua a lavorare tra Trigoria e Milano per individuare la soluzione migliore.
D’Amico vuole costruire un tesoretto più ampio attraverso una serie di uscite mirate. Ziolkowski aspetta il richiamo della Premier, Salah-Eddine rappresenta un’altra operazione destinata a generare liquidità, mentre Romano continua ad attirare estimatori tra Serie A e Palermo. Sullo sfondo c’è anche la situazione di Cherubini, Pagano e Dovbyk: la Spagna resta una pista concreta, con Betis e Villarreal interessati a un’operazione in prestito con obbligo o diritto di riscatto fissato almeno a 20 milioni. Esiste anche una possibilità turca, ma al momento non sembra convincere il centravanti.