
Senza dimenticare che stasera c’è la sfida di coppa Italia contro la Sampdoria, gara da dentro o fuori, con in ballo i quarti di finale. E qui si entra nell’altra ossessione, quella legata alla vittoria. «Non possiamo permetterci di fare esperimenti. Siamo partiti con una rosa più ristretta proprio per far sentire ogni calciatore importante per la causa». Guai a parlare di turnover, quindi. «Si fanno giocare quelli che vincono, non siamo in grado di dire che è una partita in cui schierare chi ha giocato poco: noi abbiamo bisogno di serietà per la Roma, bisogna capitalizzare ogni momento della nostra esistenza, per la Roma. Bisogna vincere, senza pensare però alla bacheca, poi quella viene». E due coppe Italia Spalletti le ha conquistate nel suo primo periodo capitolino, ossigeno al quale sono seguiti anni senza successi. Stasera, contro la Sampdoria, giocherà Alisson («Mi dà le stesse garanzie di Szczesny»), si rivedrà Mario Rui («Si allena da un po’ a buoni livelli, sarà della partita »), convocato Perotti, e in attacco dovrà stringere i denti Dzeko. «È un calciatore magnifico, splendido, divino, ma si è sorpreso che voi fate i titoli solo quando dico che è molle. L’importante è che sia lui sia la squadra sappia di non doversi mai accontentare ». A cominciare da stasera: Spalletti vuole passare il turno di coppa Italia, prima di pensare al Cagliari.