Metà allenamento, sono da poco passate le 15. Luis Enrique nasconde la Roma: fa spegnere le telecamere di Roma Channel, fa allontanare tutte le persone da bordocampo (c’erano, tra gli altri, alcuni corsisti di Coverciano venuti a spiare i suoi segreti) e rimane solo con la squadra. Mezzora di esercitazione tattica a porte chiuse in cui sono state provate situazioni di calcio da fermo, movimenti offensivi e anche situazioni in inferiorità numerica in cui la Roma dovrà farsi trovare pronta. Luis Enrique ci ha tenuto a chiarire alla squadra che per giocarsela con i bianconeri domenica sera tutto dovrà essere perfetto: il ricordo della sconfitta di gennaio in Coppa Italia, in cui i giallorossi vennero messi sotto non solo nel punteggio ma anche nel gioco, brucia ancora e il tecnico per provare a sbancare lo Juventus Stadium ha chiesto ai giocatori 90 minuti di massima intensità. Per questo verrà schierata la migliore formazione possibile sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista psicologico: giocatori pronti, giocatori cattivi, giocatori che non si facciano mettere pressione da quarantamila spettatori attaccati al campo pronti a spingere la loro squadra verso l’ultimo ostacolo duro rimasto sulla strada del campionato.
Il Romanista – Chiara Zucchelli