I Friedkin delusi dai risultati prospettano una rivoluzione: la squadra non è competitiva. Congelati i rinnovi, mentre la campagna acquisti è sotto la lente di ingrandimento.
La Gazzetta dello Sport (A.Pugliese) – E adesso diventa tutto più difficile. Perché uno dopo l’altra non solo stanno saltando i traguardi, ma anche le certezze. Ed allora tornano in mente le parole di Gian Piero Gasperini di sabato scorso, nella conferenza stampa pre-Inter, quando il tecnico giallorosso disse: “Questa è una squadra che ha dei valori, Una base molto solida. Ho sentito qualche critica su questo gruppo, che si possa arrivare massimo quinti o sesti. Occhio, però, che senza questi puoi anche arrivare dodicesimo o tredicesimo“. Proprio mentre subito dopo la disfatta di Milano i Friedkin hanno deciso di cambiare rotta. Soprattutto nei confronti del nucleo storico. Insomma, non sembra esserci intesa – da questo punto di vista – tra allenatore e società.
Ai piani alti di Trigoria l’ennesima sconfitta stagionale non è stata digerita benissimo. Esattamente come successo lo scorso anno, dopo il ko di Como, quando la società decise per un rinnovamento che poi non venne messo in piedi. O, almeno, non come era stato programmato. Stavolta, invece, la debacle di San Siro ha fatto maturare nei Friedkin una convinzione: la squadra non è competitiva, almeno non per i traguardi prefissati.E allora per uscire dal pantano si è deciso a fine stagione di andare incontro a un cambiamento drastico. I nomi? A Trigoria non li fa nessuno, ma è facile pensare soprattutto a quei giocatori che costituiscono l’asse portante del gruppo da anni. Ecco perché i rinnovi di Mancini e Cristante sono di fatto “congelati” esattamente come quelli di Pellegrini, Dybala, Celik ed El Shaarawy non sono stati ancora affrontati.
Ma poi i problemi sono anche altri. A cominciare dagli investimenti fatti che non hanno reso come previsto. Tra la scorsa estate e gennaio i Friedkin hanno tirato fuori 96,5 milioni, che diventeranno sicuramente 121,5 a giugno con il previsto riscatto di Donyell Malen. Ma tranne l’olandese, Wesley e in parte Ghilardi, gli altri acquisti non hanno girato come previsto: El Aynaoui resta un oggetto misterioso, Ziolkowski e Vaz sono prospetti che possono fiorire, i prestiti non hanno dato nulla alla causa. Tutto questo ha portato la Roma a uscire prematuramente dalla Coppa Italia e dall’Europa League, e ora a inseguire da lontano da Champions con l’Atalanta a -1.
Ecco perché l’atmosfera per venerdì sera, quando all’Olimpico la Roma ospiterà il fanalino di coda Pisa, è annunciata elettrica. Lo stadio è pronto a manifestare il proprio dissenso, sia nei confronti della squadra sia verso l’allenatore. Dal quale la gente si aspettava un impatto differente e una capacità diversa di saper incidere sul gruppo e di saper migliorare i singoli. Insomma, i tifosi speravano di vedere quanto già fatto all’Atalanta. Ed invece devono digerire sconfitte inattese…