Nel 2018 la maledizione della Nazionale toccò anche a Lorenzo Pellegrini, Patrik Schick, Kostas Manolas, Aleksandar Kolarov. Per tornare ancora più in dietro la Roma negli anni precedenti perse anche Gervinho, Daniele De Rossi, Mapou Yanga-Mbiwa, Miralem Pjanic, Vasilis Torosidis, Seydou Keita e Mattia Destro, quest’ultimo per ben due volte. Insomma una vera e propria maledizione che colpisce annualmente la squadra capitolina.
Paulo Fonseca si augura che questo 2021 possa essere più magnanimo. Anche se a questo giro sono ben 10 i romanisti chiamati dal proprio paese. Il c.t. Mancini, per le gare contro Irlanda del Nord, Bulgaria e Lituania, ha convocato Stephan El Shaarawy, Lorenzo Pellegrini, Gianluca Mancini, Leonardo Spinazzola e Bryan Cristante. L’ex Milan però ha già lasciato nelle scorse ore Coverciano per un problema al pube che aveva accusato già domenica col Napoli. Marash Kumbulla invece scenderà in campo con la sua Albania contro Andorra e nel doppio match con l’Inghilterra.
La Roma e la Bosnia invece hanno potuto tirare insieme un enorme sospiro di sollievo. Infatti ieri sono arrivate buone notizie sulle condizioni di Edin Dzeko. L’attaccante giallorosso al suo arrivo in nazionale è stato immediatamente sottoposto ad una risonanza magnetica per valutare l’entità del problema al flessore accusato al termine dell’ultima sfida contro Napoli: per fortuna non è stata riscontrata nessuna lesione e dunque il bomber di Sarajevo questa sera scenderà regolarmente in campo per sfidare la Finlandia. Ha già giocato invece questo pomeriggio Amadou Diawara. Il centrocampista ha collezionato 71 minuti nella vittoria della sua Guinea per 1-0 contro il Mali. Convocati infine anche Gonzalo Villar, in gol questa sera con la Spagna Under 21, e Bryan Reynolds con gli USA. Insomma in questi giorni sono diversi i calciatori lontani da Trigoria e la Roma spera di non perdere altri pezzi per strada.
