De Sanctis non dà più la stessa sicurezza, anche se stasera dovrebbe evitare il turn over con Skorupski; di Maicon si è detto; Benatia, anche se ben sostituito da Manolas, è andato al Bayern; Castan e Balzaretti non hanno data di rientro. Stanno male Torosidis e Yanga-Mbiwa; Cole è in crisi nera; Cholevas deve ancora dimostrare di essere da Roma. C’è un altro particolare che renderà la partita ancora più difficile da preparare e decifrare: si giocherà a porte chiuse, perché il Cska Mosca deve scontare l’ultima giornata di squalifica per il comportamento violento dei suoi ultrà proprio allo stadio Olimpico. Per Garcia sarà una prima volta: «Come prepararsi? Veramente non lo so, non ho la risposta. Una partita a porte chiuse, per fortuna, non succede quasi mai. Una partita senza tifosi non è vero calcio. Però voi giornalisti, al contrario del solito, ascolterete tutti i discorsi che si fanno. Io non voglio una squadra muta, ma una che parla in campo. Vedrete che le informazioni in partita corrono tanto, almeno come i giocatori».
Serve una Roma che giochi meglio rispetto a quella vista contro l’Atalanta, ma con lo stesso carattere, per tenere testa a un Cska che non è più quello che ha perduto 5-1 all’andata. «L’avevo detto che i russi formano una buona squadra – chiude Garcia – Non mi sorprende che siano rientrati in corsa per la qualificazione».
Il Corriere della Sera – L.Valdiserri
