LE RAGIONI DI GARCIA Una volta a Trigoria, poi, Garcia si è riunito per venti minuti col gruppo, sottolineando alcuni concetti non nuovi, che riassumiamo così: «Sono deluso dal modo in cui avete interpretato le ultime partite. Pretendo di più. Non fate quello che proviamo, se continuiamo così buttiamo la stagione. Invece possiamo ancora andare avanti in Europa e soprattutto centrare l’accesso in Champions. Per farlo dobbiamo dare tutti di più. ne possiamo uscire solo tutti insieme». In generale, ciò che rimprovera è questo: 1) Poca concentrazione. Durante la settimana si provano delle soluzioni tattiche che i giocatori poi non mettono in pratica. 2) Poca personalità. Vero che la squadra ha perso dei leader come Benatia, Bradley e poi Castan e Balzaretti, però il resto del gruppo – ad eccezione dei soliti De Sanctis, Totti, De Rossi e Keita – sembra non avere carattere nei momenti difficili. 3) Poco «mutuo soccorso» (copyright Sabatini). Quando sono in difficoltà i giallorossi non si aiutano come lo scorso anno e quindi tutto diventa fragile.
LE RAGIONI DEL GRUPPO I giocatori, per parte loro, non hanno quasi parlato, ma le perplessità filtrano lo stesso, anche se a onor del vero le posizioni sono diversificate. 1) Preparazione sbagliata. La scelta di appesantire i carichi non ha pagato soprattutto in brillantezza. 2) Tatticamente monocordi. Nelle difficoltà non vengono studiate soluzioni nuove che aiutino la squadra, quando gli avversari prendono le misure. 3) Assenso ad un mercato invernale quanto meno discutibile. In realtà però l’adesione sarebbe pubblica, perché in realtà Garcia da Sabatini avrebbe voluto scelte differenti. Ma anche queste sono «verità» parziali. E soprattutto del giorno dopo. Quelle che forse non servono a (quasi) nulla.
La Gazzetta dello Sport – M. Cecchini/D. Stoppini
