“Abbiamo dei contatti, ma il problema è che in questo momento non è proprio il massimo della vita investire in Italia”. La Cina è lontana, molto più lontana, di quanto si pensasse. È il vicedirettore generale di Unicredit, Paolo Fiorentino, a smorzare l’eventuale interesse di un presunto interlocutore (cinese, nelle speranze della banca) per l’As Roma. O meglio: per il 20% dell’As Roma, la metà della partecipazione detenuta da Piazza Cordusio nella holding che controlla il club. Dice Fiorentino: «Abbiamo dei contatti, ma il problema è che in questo momento non è proprio il massimo della vita investire in Italia». Per ora, la locomotiva cinese è un puro e semplice obiettivo di massima. «Se dovessi disegnare un profilo ideale di investitore per la Roma, vorrei qualcuno che ha interessi in Asia», aggiunge. Le parole del manager avvalorano, dunque, quello che da mesi sostengono fonti interne alla banca: con la Cina non c’è nulla. Nulla di concreto. Guai a parlare di trattative, ok. Ma guai, avvisavano le fonti, anche a parlare di qualcosa che anche solo assomigli alla parola trattative. Per contatti, spiegavano, si può tranquillamente pensare che durante una conversazione tra Fiorentino e un rappresentante – tanto per fare un nome mai smentito – della China Investment Corporation, si sia parlato anche dell’As Roma.
Il Romanista – Daniele Galli