
La Gazzetta dello Sport (A. Pugliese) – A volte la vita è così, ti offre su un piatto d’argento l’occasione giusta quando meno te lo aspetti. È il destino, lo stesso che ieri ha costretto Rudi Garcia a cambiare formazione ad un quarto d’ora dal via, con Keita fuori in extremis per una sciatalgia e Doumbia dentro all’ultimo giro di orologio. Già, proprio lui, l’uomo dei mille misteri, dei riscaldamenti non fatti, delle prestazioni opache che è dir poco, se non bruttissime. Il simbolo del fallimento del mercato invernale della Roma, il giocatore su cui tutti i tifosi si sono sbizzarriti, tra sberleffi, ironia ed un pizzico di cattiveria. Ed invece stavolta a Seydou sono bastati 6’ per riprendersi in mano un po’ del suo futuro e del suo orgoglio, con quel colpo di testa che ha aperto le danze giallorosse. «Non vedevo l’ora, da tanto aspettavo questo gol», ha poi detto l’ivoriano ai compagni.
CERCANDO IL SOLE Ed invece no, quel colpo di testa dopo soli sei minuti ora gli può cambiare la vita, lui che come punti di riferimento ha Gervinho e Garcia, che non ha mai perso occasione per difenderlo. «Quel video è rovistare nella spazzatura », aveva detto ad esempio alla vigilia il tecnico francese. Che poi ieri ha aggiunto: «Sono strafelice per questo gol di Seydou, speriamo gli dia fiducia. È stato bravo a cogliere l’occasione, è il bello del calcio. Ed ha dimostrato quello che può fare con un gol da vero centravanti ». Ecco, che poi di fatto è quello che manca alla Roma. Doumbia è arrivato in extremis, la Roma aveva scelto Luiz Adriano. Adesso tocca a lui garantirsi un futuro sempre più luminoso. Il gol di ieri è un primo squarcio di luce, ma per vedere splendere il sole la strada è ancora lunga