«Sarà il nostro uomo guida, un esempio da esportare nel mondo». Per ora, il suo di mondo si è già rovesciato e Daniele è tornato ad essere all’improvviso l’ombelico dell’universo giallorosso. Ripensando ai mesi passati, alle polemiche con Zdenek Zeman, alle tante panchine ed al dualismo (incredibile) con Tachtsidis, quella lanciata ieri da Aurelio Andreazzoli sembra quasi un’altra era. Adesso, però, tocca di nuovo a lui, a Daniele, che dovrà dimostrare di essere quella guida e quell’esempio da esportare fuori dalla Mura Aureliane.
Versatilità Anche se poi, alla fine, conta he De Rossi torni ad essere quello capace di fare la differenza, come aveva fatto all’inizio con Luis Enrique. Tornerà a giocare davanti alla difesa, anche se con compiti diversi. Con Andreazzoli, infatti, Capitan Futuro sarà o uno dei due mediani nel 4-2-3-1 o il perno difensivo del rombo nel 4-3-1-2. O, in alternativa, il regista nei tre di centrocampo nel caso in cui si opti per il 3-5-2. Comunque vada, un uomo fondamentale, come ha sottolineato anche ieri Andreazzoli. «Se farà il De Rossi che conosco io, giocherà sempre — chiude il nuovo tecnico della Roma — E con me avrà il ruolo che il popolo romano gli riconosce». Parole da legionario, con un occhio strizzato ai tifosi.
Gazzetta dello Sport – Andrea Pugliese