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Pellegrini, la svolta

Pellegrini, la svolta

Aperti i colloqui per il rinnovo tra l’entourage di Pellegrini e la Roma. Sul tavolo un contratto meno ricco e un ruolo da co-protagonista. Dybala intanto vuole restare.

Corriere dello Sport (J.Aliprandi – G.Marota) – C’era una volta una fascia. Non una qualunque, ma quella lasciata in eredità da Totti e De Rossi. Una fascia diventata macigno, simbolo e forse anche fardello emotivo troppo grande per chiunque abbia provato a raccoglierne il testimone. E allora sì, forse il punto di svolta sta proprio nella liberazione da quel peso invisibile che aveva finito per condizionare anche il più talentuoso dei suoi eredi, Lorenzo Pellegrini.

Senza quella responsabilità cucita al braccio, Pellegrini è tornato a respirare calcio. A sorridere. A giocare con quella leggerezza che lo aveva reso uno dei centrocampisti più incisivi del panorama italiano. E i numeri, freddi ma spietatamente sinceri, raccontano la rinascita: sette gol e quattro assist in stagione. Ma soprattutto un trend consolidato negli anni, con 38 gol e 29 passaggi vincenti nelle ultime cinque stagioni.

Numeri “da Gasp”, basta guardare il rendimento di Pasalic, riferimento della sua Atalanta: 42 gol e 31 assist. Poco meglio, sì, ma abbastanza per certificare che Pellegrini può essere perfettamente funzionale a quel sistema di gioco fatto di inserimenti, ritmo e fame.

E allora il cerchio si chiude: Gasperini lo vuole, la Roma riflette. Non più solo suggestione, ma strategia concreta. I primi contatti con l’entourage del giocatore sono partiti, con un tema inevitabile sul tavolo: l’ingaggio. Pellegrini percepisce circa 6 milioni netti annui (6,5 con i bonus), frutto dell’accordo siglato nel 2021 con Tiago Pinto. Allora era un leader in ascesa, vicino alla scadenza e reduce da una stagione di altissimo livello. Oggi lo scenario è diverso e il nodo è chiaro: accettare un ridimensionamento importante, almeno del 50%, e trasformarsi in una risorsa di qualità in una rosa che vuole alzare il proprio livello.

Perché la Roma che verrà dovrà essere più profonda, più completa, più competitiva. E per costruirla servirà equilibrio: investire sì, ma anche trattenere chi può ancora fare la differenza. Pellegrini rientra perfettamente in questa categoria. A quasi trent’anni e con un ultimo grande contratto da firmare, la scelta è di quelle che pesano. Restare nella “sua” Roma, magari da co-protagonista, oppure guardarsi intorno e cercare altrove un ruolo centrale e uno stipendio più ricco. Il bivio è lì, netto, senza sfumature.

Intanto, sullo sfondo, c’è chi ha già deciso. Paulo Dybala non sembra tentato dalle sirene. La Capitale è casa, il progetto lo intriga, e la voglia di riscatto dopo una stagione deludente è troppo forte per voltarsi altrove. Quindi la Joya è pronta a discutere del taglio dell’ingaggio, con bonus legati al rendimento: un patto nuovo per ripartire. E Gasperini osserva. Perché in fondo, nel suo calcio verticale e feroce, i giocatori forti non bastano mai. Servono, eccome se servono. E averli, tutti insieme, può fare la differenza tra una rivoluzione incompiuta e una Roma finalmente pronta a cambiare passo.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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