
La Gazzetta dello Sport (S.Boldrini) – Tuta e cappellino azzurro, un mare di maglie blu attorno a lui: non fosse stato per i cielo del Surrey e per lo stemma al petto, l’Antonio Conte versione allenamento di questa vigilia di Champions ci avrebbe riportato indietro nel tempo. La Nazionale è lontana quindici mesi, tanto o poco dipende dai punti di vista, ma per Conte, in lotta perenne con la nostalgia per la sua terra, queste ore non sono state facili. Il Chelsea affronterà una squadra italiana e dopo due k.o. di fila i campioni d’Inghilterra non possono permettersi altre cadute. La professionalità viene prima di tutto, ma poi c’è l’anima, c’è il cuore e ci sono i ricordi. «Ho avuto il piacere di allenare De Rossi, Florenzi e El Shaarawy: non finirò mai di ringraziarli per quello che mi hanno dato. De Rossi è come Totti: ha scelto di restare a Roma. Ho apprezzato il calciatore e l’uomo: giocatori come lui non ti lasciano indifferente. Sono legato anche a Florenzi e El Shaarawy: per me è difficile considerarli nemici stasera, ma per novanta minuti saremo su sponde diverse. L’Europeo fu un’emozione incredibile. Ho ricordi indelebili e il mio cuore italiano mi fa dire che andremo sicuramente al Mondiale».
MORATA OK – Conte dovrebbe schierare un Chelsea formato 3-5-2, con David Luiz avanzato a centrocampo e il danese Christensen a guidare il reparto difensivo. Rüdiger potrebbe partire dalla panchina, ma non è ipotesi da escludere che l’allenatore pugliese ci ripensi. In attacco fuori Pedro, mentre il ritorno di Morata appare scontato. Il centravanti spagnolo è diventato in meno di cento giorni un ingranaggio fondamentale nel gioco dei Blues: senza di lui, sono arrivate le sconfitte con Manchester City e Crystal Palace. La sua presenza libera il talento di Hazard e fa funzionare meglio i movimenti del centrocampo. L’intesa con Morata, in nome di un linguaggio calcistico comune, è un’altra chiave di lettura da non trascurare della partita. Lo Stamford Bridge è esaurito da tempo per questo match. Ci saranno poco meno di tremila tifosi romanisti a sostenere la squadra di Di Francesco. La speranza è che tutto fili nel modo giusto dal punto di vista della sicurezza. La polizia inglese non scherza e dopo i recenti attentati la tolleranza è sottoze- ro: il minimo comportamento fuori le righe viene punito in modo severo.