
Tempo di scissioni insomma, in un momento in cui, secondo l’ultimo sondaggio di Index Research il Pd (tutto intero) torna primo partito al 29,2% mentre il MoVimento in una sola settimana ha perso quasi un punto percentuale, fermandosi al 28,7%. A pesare la vicenda delle polizze Romeo, perla quale ieri, come annunciato, la Raggi ha presentato un esposto in procura, e soprattutto il «balletto» sullo Stadio della Roma. Un «balletto» di scena, tuttavia. La delibera di pubblico interesse non si può né revocare né annullare. Il Comune, trasmettendo il progetto in Regione, ha sancito la rispondenza del dossier alla delibera e, quindi, anche la validità di quest’ ultima. E se davvero il Comune a guida 5 Stelle vuole provare ad arrivare al taglio delle cubature, deve sbrigarsi. A oggi, mancano 13 giorni alla scadenza del mese di sospensione della Conferenza di Servizi. Di atti protocollati e ufficiali ce n’è uno solo: il parere “non favorevole” espresso dal Comune sul progetto giudicato “non idoneo” ma contenente una serie di prescrizioni. Entro il 3 marzo deve essere prodotto qualche atto nuovo oppure si andrà allo showdown solo su quel parere. La cui efficacia per bloccare l’opera è assai scarsa: di fatto quello del Comune è un parere favorevole con prescrizioni. E in questo modo potrebbe interpretarlo la Conferenza di Servizi, se dalla Regione decideranno di evitare un altro schiaffo dopo quello rimediato sul pubblico interesse e sulla richiesta di proroga. La situazione al momento, dopo l’incontro di martedì, è ancora in stallo. La Roma ha formalizzato una proposta. Ora tocca al Campidoglio fare la sua mossa. Se si raggiungesse l’accordo, a quel punto occorrerà un atto formale da portare in Conferenza. Che, solo su richiesta dei proponenti, potrebbe accordare un’ulteriore proroga. In altre parole, il Comune il suo unico jolly se l’è già giocato. Un «giallo» quello dello Stadio della Roma destinato tuttavia a risolversi, appunto, con l’arrivo di Grillo nella Capitale, e chissà magari si risolverà anche quello del rimpasto di giunta con un sostituto di Paolo Berdini. Intanto la Raggi si gode il sostegno di un centinaio di «supporter» arrivati ieri in piazza del Campidoglio. Lei, come promesso, è scesa in piazza e si è fatta immortalare con un cuore gigante in mano all’ingresso di Palazzo Senatorio. La chiosa la mette sempre Grillo con un tweet: «Virginia non sei sola». Scene già viste col predecessore Ignazio Marino.