L’UDINESE – Mi manca la gente, a Udine ho fatto tre anni importanti, ho scoperto tante cose. Li non era solo il calcio, ma anche la vita era nuova mi sono legato con tante persone. Quando c’è tempo di andare a fare un salto, andiamo con la famiglia perchè non posso dimenticarli. Mi hanno fatto stare bene. Guidolin è più vecchio di Garcia ed ha quindi più esperienza. La prima volta che lo vidi mi è sembrato freddo e ho pensato che sarà difficile perchè è sempre concentrato e sul lavoro. Poi ho imparato a conoscerlo, lui è così, quando si lavora si lavora e non molla. E’ sempre un po’ nervoso, tosto, mi ha fatto imparare tanto non solo sul calcio ma anche nella vita.
GARCIA – Garcia lo conoscevo un po’ aveva una grande reputazione in Francia. Gli piace far giocare bene la squadra, gli piace divertirsi. Ora sono 6/7 mesi che lavoro con lui, mi trovo bene con lui e lo staff, sono professionisti fanno il massimo e i risultati arriveranno anche per quello.
DI NATALE-TOTTI – Di Natale è più attaccante vero, è più bomber anche se Totti ha fatto più gol di lui. Totti era più trequartista. Da piccolo vedevo la Roma e Francesco era trequartista, giocava esterno. Loro sono due campioni hanno ottimi colpi che non tutti possono farlo. La palla con i piedi come la toccano loro possono farlo pochi giocatori. Quando parlo con Francesco parlo delle stesse cose di cui paralo con Pjanic. Non sente il peso dell’età, sta bene, si vede. E’ normale che a 38 anni hai qualche problema, ma lui è un giocatore che può renderti la partita facile.
GERVINHO – E’ arrivato non stava benissimo perchè aveva perso fiducia all’Arsenal. Con Garcia si è trovato bene ed ha trovato subito la fiducia del mister. Subito ha portato una cosa nuova al calcio italiano. Non ci sono giocatori come lui, salta l’avversario ed ha velocità. Come dicono tutti poteva fare qualche gol in più, non è mai stanco è una forza in più.
LA STAGIONE – Secondo me si può fare sempre qualcosa in più. Quello che stiamo facendo è grande, abbiamo vinto molte partite. Abbiamo perso punti che potevamo non perdere. So poteva fare di più. L’atteggiamento è stato buono, l’avversario ti mette in difficoltà e non puoi vincere ogni domenica.
JUVENTUS – Bisogna fare i complimenti alla Juve che fa un campionato enorme e anche quando non giocano bene fanno il gol che li fa vincere. Hanno l’atteggiamento giusto.
CURVE CHIUSE– Non mi piace giocare senza tifosi, è stato bruttissimo giocare senza le curve. Non è neanche giusto quello che sentiamo negli stadi, ma non è solo a Roma. Ovunque ci sono cori sulla Roma che non fanno piacere. Le curve per me non devono essere chiuse, ma se è così deve essere uguale per tutti. Poi mi auguro che i tifosi abbiano capito che abbiamo bisogno di loro. Contro l’Inter potevamo vincere, ma senza i tifosi è stato difficile fare lo sforzo in più per fare il gol. Nel 2014 ci sono persone che hanno idee strane. Io posso dire che se sento in coro contro di me, non mi fermo. Perchè sono due o tre persone stupide. Alla fine chi viene allo stadio per dire queste cose non sono persone che meritano rispetto. Parlare di loro è già troppo.
NAZIONALE – In Francia ho avuto difficoltà con gli infortuni, sono passato in seconda divisione per due anni. Poi mi ha chiamato il Marocco in un momento difficile ed è stata una grande cosa. Non ci ho pensato due volte e sono andato. Ci sono tante cose che non vanno, abbiamo cambiato sempre allenatore, non lasciano il tempo ad uno di fare le sue cose. Perdiamo tre partite e lo mandano a casa. Abbiamo l a Coppa d’Africa in casa, la gente si aspetta un Marocco di qualità e noi non abbiamo un allenatore, un presidente. C’era una partita Fifa l’altra volta e noi non siamo andati. Da capitano della Nazionale mi è sembrato giusto dire e fare qualcosa di concreto oppure lascio il posto ad un altro. Ho parlato con la federazione, spero ci facciano qualcosa di importante. Li solo il calcio ti da sollievo e non possiamo andare li e uscire al primo giro. Se vogliamo fare felici i nostri tifosi dobbiamo prepararla bene.
NASRI– E’ come un fratello, ero in seconda divisione, ero tornato dall’infortunio del crociato. Lui mi ha detto che Wenger cercava un difensore e voleva parlare a lui di me, ma io dissi meglio di no perchè facevo solo la seconda divisione. Lui è andato comunque, poi ho giocato i preliminari di Champions contro l’Arsenal e Wenger mi conosceva. Li ho capito che lui era un amico perchè si è fidato di me. Non so se lui adesso ha parlato di me alCity. Io con la Roma sto bene e dobbiamo finire la stagione come ho iniziato, poi ci sarà un tempo per parlare di tutto.
MERCATO – In Italia si fa di più che negli altri paesi. A me dispiace perchè ogni giorno che apri il giornale vedi il nome di una squadra diversa. Io sto qua, prima dobbiamo andare in Champions, poi parlerò con la società, poi se ci sta qualcosa di enorme e la società mi dice che dobbiamo vedere allora capirei perchè è il calcio. Ma io non voglio andare via.
ZIDANE – Idolo no, ma il giocatore che più mi è piaciuto è Zidane, non c’è nessuno che ha fatto come lui. Era elegante, ha vinto tutto. Come difensore mi piaceva Maldini, ha giocato dai 17 ai 40 anni. Ha vinto tutto anche lui, non ricordo una sua partita sbagliata, era una macchina da guerra sempre in forma.
VITA PRIVATA –Mi piace stare con al famiglia, quando abbiamo la possibilità di stare due giorni a casa per le vacanze mi piacere stare con loro, divertirmi con i miei figli. Loro sono particolari, non si fermano mai. Mi piace stare con loro in famiglia. Leggo poco dei giornali di calcio. Leggo il corano che è la mia religione. Ogni giorno abbiamo un rituale da rispettare e faccio il massimo per farlo. Vivendo in Europa non è facile. Lo sa il mio amico di stanza che è Pjanic agli altri non lo vado a dire. Come dico sempre a mia moglie spero di fare tutto per lasciare un bel ricordo ai miei figli. Quando vedo mio figlio o mia figlia vedere un video di me sono contento. Adesso hanno capito che gioco a calcio, che sono particolare perchè quando vado al parco con loro mi fermano per le foto. A volte non posso andare, ma so che se vado un venerdì o sabato al parco non vado perchè ci sono troppe persone e tutti mi vengono addosso e quindi non posso stargli vicino. Alla fine lascerò un bel ricordo ai miei figli.
PJANIC – Con Pjanic stiamo sempre insieme, abbiamo casa vicino, anche la sera. E’ più giovane di me, è maturo, intelligente e un grande giocatore. E’ una persona semplice, tranquillo. Ha la consapevolezza di fare un grande lavoro e di essere fortunato.
IL SOGNO – Il sogno è vincere un titolo per la Roma, perchè c’è un gruppo fantastico e se possiamo vincere qualcosa sarà qualcosa di enorme per me.
