Goicoechea? De Rossi o Tachtsidis? Pjanic o Lamela? Destro o Osvaldo? Sono solo quelli più evidenti, ma i ballottaggi per la gara contro il Chievo, domenica alle 15 dopo tante notturne, sono anche di più. L’equilibrio faticosamente raggiunto nelle ultime settimane—contro il Siena e contro la Fiorentina per la prima volta è scesa in campo la stessa formazione — rischia di essere messo a dura prova dall’abbondanza che Zdenek Zeman dovrà fronteggiare. «Per decidere la prossima formazione della Roma ci vorrebbero le primarie», è una delle battute che circolano negli ultimi tempi e che non si allontana troppo dalla realtà, visto l’organico giallorosso.
In avanti la situazione può sembrare solo in apparenza più fluida, perché le coppie sono definite, ma le scelte sono comunque complicate. L’unica certezza sembra essere Totti, sempre titolare in campionato. Per il ruolo di centravanti è meglio l’Osvaldo nervoso (ieri è nata la sua seconda figlia, Maria Helena) che però segna 3 gol ogni 4 partite oMattia Destro, che sembra aver smaltito la doppia contusione rimediata contro l’Atalanta ed è tornato a disposizione? E a destra meglio Pjanic o Lamela, che prima dell’infortunio con il Torino volava? Ieri Zeman ha provato un tridente con il bosniaco e Destro, ma i ballottaggi si risolveranno solo a ridosso della gara con il Chievo, in cui i giallorossi dovranno fronteggiare un doppio pericolo: quello «giallo» per i diffidati Castan, Lamela, Bradley e Pjanic (sabato prossimo c’è ilMilan all’Olimpico) e quello «rosso». Arbitrerà Bergonzi che nelle ultime uscite ha espulso 2 volte Stek (contro la Juve e la Lazio lo scorso anno) e una Osvaldo (con l’Inter a San Siro). Precedenti poco tranquillizzanti.
Corriere della Sera – Gianluca Piacentini