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Una squadra di numeri uno

Il Messaggero (S. Carina) – La solitudine del portiere di calcio non alberga a Trigoria. Il via vai dei numeri uno della Roma negli ultimi 15-20 anni è pari soltanto ad una mattinata trascorsa alla stazione Termini. Gente che va, gente che viene senza mai trovare pace o un minimo di continuità. Ormai ci si è abituati ad un continuo andirivieni.

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Quattro portieri nell’ultimo triennio (Olsen, Pau Lopez, Mirante e Fuzato), ben undici nell’era statunitense (Stekelenburg, Goiocochea, Lobont, De Sanctis, Skorupski, Szczesny, Alisson, Olsen, Pau Lopez, Mirante e Fuzato), addirittura 19 negli ultimi 20 anni (ai già citati si aggiungono Antonioli, Lupatelli, Zotti, Pelizzoli, Curci, Doni, Julio Sergio e Artur).
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Ora tocca a Pinto e Mourinho riprovarci. Il ventaglio delle scelte è ampio e dipende dalle disponibilità del club. C’è il portiere offerto da Raiola (Areola), quello di Mendes (Rui Patricio), quello sondato ad aprile (Musso), l’altro che in rotta con Gasperini si propone (Gollini), sino ad arrivare al preferito dello Special One. Si tratta di Lloris.

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L’ostacolo non è il costo del cartellino (è in scadenza nel 2022) ma lo stipendio (6 milioni), reso comunque più accessibile dal decreto crescito che tassa al 50% il loro. Conti alla mano, ai Friedkin costerebbe 4,5 milioni netti. 

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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