La certezza al 100% è che Zdenek Zeman ieri sera ha comunicato al presidente del Pescara, Sebastiani, di essere stato contattato e di aver avuto un colloquio con la Roma. La certezza al 99% è che nelle prossime ore il suo ritorno sulla panchina giallorossa, che ha occupato dal 1997 al 1999, sarà cosa fatta. È stata un’altra giornata lunga, piena di indiscrezioni e con qualche «bufala», quella che si è chiusa con la dichiarazione del boemo, che in questa stagione ha portato il Pescara in serie A a suon di gol e calcio spettacolo: «Ho visto Franco Baldini, ma adesso dobbiamo rivederci. Ultimatum? Io non do ultimatum ».
La Roma, negli ultimi giorni, ha contattato più tecnici, ma anche il direttore sportivo Walter Sabatini ieri ha ammesso: «Le percentuali di Zeman sulla panchina della Roma? Sono rilevanti, ma dobbiamo mettere a posto tutti i tasselli. La nostra sarà una scelta fatta a prescindere dagli umori della piazza. Zeman sarebbe un segno di continuità, perché lavora su un pensiero di calcio che è comune a Luis Enrique». I dirigenti giallorossi ieri hanno telefonato a Bielsa, per ringraziarlo e mantenere comunque il rapporto con un tecnico che èmolto stimato. Così come André Villas Boas, del quale era stata segnalata la presenza a Roma. Ogni nome diverso da quello di Zeman, però, adesso sarebbe una clamorosa sorpresa e sicuramente deluderebbe la grande maggioranza dei tifosi. L’unico nome alternativo potrebbe essere Pep Guardiola, che però ha annunciato un anno sabbatico. Quando, tra oggi e domani, Zeman firmerà, si scatenerà un effetto domino che può portare Vincenzo Montella alla Fiorentina, Delio Rossi a Pescara e Pasquale Marino a Catania.
Corriere della Sera – Luca Valdiserri