Soulé non è convinto dall’Arabia. La Roma ha generato 22 milioni di plusvalenze, il piano è recarsi dall’UEFA a quota 30 per patteggiare una multa.
Corriere dello Sport (G.Marota) – C’è chi dice no. Anche quando sarebbe bastato dire sì, un semplice sì, per mettere tutto in discesa ed evitare di rivolgersi a Nyon come si farebbe a un santuario al quale ci si reca per chiedere la grazia. Eppure si fa anche questo per far felice un allenatore.
Il piano della Roma
In qualsiasi caso, il club non lo svenderà e non intende farsi prendere per il collo soltanto perché la scadenza del 30 giugno incombe minacciosa. Soltanto Soulé, tentato dai milioni degli arabi dell’Al-Ahli ma restio alla prospettiva di andare a giocare in un campionato periferico, resta tra quelli sacrificabili; d’accordo, nel 2025-26 è stato un titolare, ma se davvero il mercato dal 1° luglio porterà due ali offensive talmente forti da contendere il posto a Pellegrini e Dybala allora l’eventuale partenza di Matias non sarebbe più raccontata come la cessione di un pezzo da novanta.Mettendo nel calderone anche gli affari in uscita relativi alla passata stagione ma inquadrabili all’interno del bilancio attuale, si arriva a un totale di 22 milioni di euro di sole plusvalenze. Saud, Baldanzi, Sangaré, Romano, Shomurodov e con loro Coletta, Paredes, Plaia e Solbakken: queste partenze hanno fruttato al club dei soldi che, sommati ai ricavi in crescita e una volta decurtate le cosiddette “spese virtuose” potrebbero avvicinare l’obiettivo imposto dall’Uefa. Attenzione: avvicinare, non raggiungere, anche se al fotofinish i giallorossi dovessero vendere Ziolkowski e Salah-Eddine generando altri 13-15 milioni di plusvalenze. A quel punto Friedkin andrebbe a trattare con l’Uefa una multa, magari accettando pure qualche limitazione alle liste.