La Roma torna a riveder le stelle. Cinque gare su sei, dal 21 ottobre al 19 novembre, tutte da giocare sotto i riflettori. È lo strano gioco di orari che prevede il calendario di Zeman. Quattro gare di fila in notturna, la “tregua” dell’undici novembre per il derby, salvo poi tornare a giocare di notte, addirittura di lunedì.
MA LA NOTTE NO: MENO BIGLIETTI, PIÙ INFORTUNI – Un calendario che non fa sorridere la dirigenza della Roma: le gare in notturna, che si tratti di domenica sera o di turni infrasettimanali (mercoledì e lunedì) pesa inevitabilmente sulle vendite di tagliandi, soprattutto su quelli dell’ormai consolidato “settore famiglie”, in netta crescita nelle ultime settimane. Lo studio risale già allo scorso campionato: per i supporters giallorossi è più complicato portare i bambini allo stadio di notte, ancor di più se la giornata successiva è a tutti gli effetti di lavoro (e scuola). Un problema che ha dunque ripercussioni economiche – non certo compensate da match di cartello che garantiscono comunque un incasso rilevante – sulle entrate da biglietteria, ma anche su una delle iniziative a cui la proprietà americana tiene di più. In oltre, con il progressivo calo delle temperature, giocare di notte favorisce il verificarsi di patologie muscolari, cui la Roma ha già ampiamente dimostrato in questo primo scorcio di stagione di essere abbastanza suscettibile.
AL BUIO SOLO 5 PUNTI SU 12 – Anche le statistiche della squadra non remano dalla parte dei match serali. Sin qui la Roma ha già giocato 4 gare sotto i riflettori, in questa stagione, vincendo soltanto una volta, a Milano con l’Inter, e pareggiando due volte in casa (con Catania e Sampdoria) per poi perdere a Torino con la Juventus: 5 punti su 12 disponibili, non certo un bottino invidiabile. Al 19 novembre, dopo 13 giornate, Totti&c. ne avranno giocate addirittura 9 alle 20.45. Per i più scaramantici, è già il tempo degli scongiuri.
Repubblica.it – Matteo Pinci