Miralem Pjanić è tornato a parlare durante Sky Calcio Unplugged, il podcast condotto da Gianluca Di Marzio, Lisa Offside e Stefano Borghi. L’ex centrocampista della Roma ha raccontato il momento di forma della Bosnia in vista dell’attesa sfida contro l’Italia, valida per l’accesso al prossimo Mondiale.
“Sarà prima di tutto una bellissima partita tra due squadre che hanno fatto un percorso di qualificazione molto buono. La Bosnia ha finalmente ritrovato autostima. È un gruppo che suda molto, che si sacrifica in campo. L’allenatore ha fatto un grandissimo lavoro psicologico e tattico, e si percepisce un forte senso di appartenenza”. Pjanić sull’atmosfera dello stadio che accoglierà l’Italia:“I posti sulla carta sono 11.000, ma vi assicuro che quando sei là dentro sembra che ce ne siano 25.000 o 30.000. Lo stadio è un po’ vecchio, strutturalmente molto diverso dagli impianti moderni. Le squadre avversarie entrando si sentiranno forse un po’ scomode e impaurite; persino lo spogliatoio è molto rustico. C’è tantissima pressione e il pubblico è a ridosso del campo. Non c’è un vero e proprio settore VIP separato e tranquillo, anche le autorità stanno in piedi a cantare. Sarà una vera bolgia, i tifosi faranno un tifo infernale fino al fischio finale”Pjanić sull’Italia: “I giocatori dell’Italia sono tutti di livello top e sono abituati a gestire la pressione di queste partite. Gattuso ha ripreso la squadra in mano in modo eccellente e con il suo staff, dove ci sono figure come Gigi Buffon e Bonucci dietro le quinte, trasmettono un senso di appartenenza e una serietà incredibili”.
Pjanić su Dzeko, ex compagno di squadra nella sua esperienza alla Roma: “Abbiamo diverse individualità che possono fare la differenza, ma Edin rimane il punto di riferimento assoluto. È l’uomo che sblocca la partita nei momenti più difficili, sa tenere la palla per far salire la squadra e sa segnare anche quei gol ‘sporchi’ che valgono tre punti. Risolve le partite da solo, la sua intelligenza calcistica è intatta nonostante l’avanzare dell’età”.