Diego Moreira e Alejandro Garnacho sono i due nomi caldi sul taccuino di D’Amico. Entrambi rispondono alla stessa proprietà.
Pagine Romaniste (L.Suriano) – C’è un filo che unisce i due obiettivi più discussi del calciomercato romanista negli ultimi giorni, ma più che un filo rosso è un filo blues. Diego Moreira e Alejandro Garnacho, esterni di professione, sono calciatori rispettivamente di proprietà di Strasburgo e Chelsea. Le due squadre, non senza polemiche, fanno capo alla stessa proprietà, il consorzio statunitense BlueCo al cui vertice siede l’imprenditore Todd Boehly. Valentin Barco, Mamadou Sarr, Emmanuel Emegha, Aaron Anselmino, Djordje Petrovic e Andrey Santos sono solo alcuni dei calciatori scambiati tra i due club in questi anni, tra prestiti e titoli definitivi, cui si aggiunge il tecnico Liam Rosenior. Un destino che, per ora, non sembra toccare ai due obiettivi giallorossi.
Moreira, uomo ovunque
Non è difficile capire perché Gasperini spinga per avere il ragazzo belga, ma di origine portoghese e guineense, a propria disposizione. Nonostante la giovane età – parliamo di un 2004 – il nativo di Liegi ha già dimostrato un’incredibile capacità di adattamento a diverse situazioni tattiche.Sviluppatosi come ala offensiva sia in Belgio che nel Benfica, è stato Rosenior nel 2024 a riadattarlo come laterale sinistro di centrocampo, talvolta impiegandolo anche terzino in una difesa a quattro. La scelta è stata dettata dalla necessità di Moreira di accelerare con campo davanti, più che di dribblare da fermo e in spazi molto intasati (49% di riuscita contro il 42% nell’ultimo anno in cui ha giocato ala), ma anche dalla sua ottima applicazione difensiva.
Il prodotto dello Standard Liegi è un giocatore abbastanza attento nell’interdizione, anche se con uno stile meno propositivo rispetto all’asfissiante pressione richiesta da Gasperini. Il fisico non è imponente, ma neppure trascurabile: il 21enne sfiora il metro e ottanta, e anche il suo impatto è in generale nella media.
In fase di possesso, è in grado sia di cercare il fondo con il suo piede preferito, il mancino, che di aiutare lo sviluppo della manovra. Nell’ultima stagione, da quando sulla panchina francese è subentrato Gary O’Neil, è stato impiegato principalmente come esterno alto a piede invertito sulla fascia destra. Dispone di un discreto cross, tecnica anche in velocità e abilità di assistman. Con lo Strasburgo sono stati ben 14 i passaggi vincenti in due stagioni. Dove può migliorare è invece in zona gol: 7 le marcature in 75 presenze.
Nella Roma potrebbe giocare su entrambe le corsie e, all’occorrenza, anche come esterno offensivo. Il ruolo di laterale destro gli è meno familiare. Non è però da escludere la possibilità di vedere sia lui che Wesley impiegati sulle fasce opposte a quella di teorica competenza, con l’opportunità di scambiarsi in base alle caratteristiche avversarie.
Nella testa di Garnacho
A 21 anni l’attaccante argentino ha già vissuto mille vite. Predestinato, erede di Cristiano Ronaldo al Manchester United, poi reietto da emarginare e allontanare. Le colpe non gli mancano: il carattere è fumantino, gli atteggiamenti non sono sempre stati professionali. Le richieste contrattuali spropositate, qualche scaramuccia via social di troppo e la fatica nell’accettare le scelte di Ruben Amorim gli sono costate il favore di Old Trafford.
Pronto a rilanciarsi al Chelsea, anche in quel di Londra le cose non sono andate benissimo. Il classe 2004 non si è mai imposto come titolare né con Maresca né con Rosenior, e ha chiuso la stagione con 8 gol (4 però in Coppa di Lega) e 4 assist e il cartello “Vendesi” sulla schiena. Le sue qualità sono indiscutibili, ma anche piuttosto peculiari.
Senza dubbio alcune caratteristiche lo rendono un profilo allettante. Si tratta di un giocatore molto rapido, dedito alla ricerca quasi spasmodica della profondità, una dote che alla trequarti della Roma manca tremendamente. Quando vuole, è anche un tiratore valido, o comunque di potenziale, soprattutto con il destro quando può rientrare partendo dall’esterno, e ha alle spalle due annate da doppia cifra. Inoltre, il suo stile si addice al recupero alto e ai ribaltamenti di fronte.
I problemi, e i dubbi, sorgono altrove, e non sono solo legati alla discontinuità o alla testa calda. Garnacho è un giocatore che produce tanto volume di gioco e ne spreca una quantità notevole. Soltanto in una stagione su quattro di Premier League ha raggiunto una percentuale superiore al 40% di dribbling riusciti (due anni fa, il 43%). Allo stesso modo, i suoi dati sottoporta parlano di una costante underperformance rispetto agli xG. L’argentino è un calciatore tremendamente grezzo, sia nelle scelte che nell’esecuzione tecnica.
Dovesse arrivare, per Gasperini il lavoro sarà parecchio. Evidentemente si ritengono i suoi limiti colmabili e le sue qualità importanti per aggiungere dimensioni diverse a un reparto talvolta monotematico.