La sua quarantena finirà a Firenze. Domenica, quando tornerà a sentirsi un giocatore della Roma a causa dell’assenza di Osvaldo, saranno passati 39 giorni dall’ultima volta in cui Marco Borriello ha giocato una partita con addosso la maglia giallorossa. Era il 26 ottobre scorso, Genoa-Roma. Da allora, 3 panchine e una partita guardata da casa per un affaticamento ai flessori. Adesso, dopo averlo messo ai margini, Luis Enrique gli chiede una mano per risvegliare la Roma.
BALLOTTAGGIO CON TOTTI – A tutti gli effetti, una delle possibili soluzioni in vista del viaggio a Firenze, dove sembra sempre più probabile il ballottaggio con Totti (che però l’allenatore vede più come trequartista) per la maglia dell’insostituibile Osvaldo come terminale offensivo. E nel muro di omertà che Luis Enrique ha costruito intorno alle proprie idee, bisogna aggrapparsi ai segnali che arrivano da Trigoria. I tifosi hanno già scelto il capitano, a cui oggi hanno dedicato una lunga scritta davanti all’ingresso di Trigoria: “E’ una divinità intramontabile come la luce sui tetti di Roma”. Luis, però, nell’allenamento odierno ha provato l’ex milanista in coppia con Lamela e Bojan: indicazione o bluff? Una cosa è certa, alla vigilia della gara di Udine l’allenatore sembrava averlo scaricato: “E’ difficile comunicare con chi resta fuori”, aveva detto. Domenica, invece, gli chiederà una mano, dall’inizio o a gara in corso, per superare la Fiorentina. Borriello, in attesa, continua a lavorare sul campo: in questi mesi, da Trigoria era segnalato costantemente tra i migliori in allenamento, come confermato dal tecnico: “Solo lavorando al 100 per cento si può provare a conquistarsi una maglia. Poi però devo sceglierne undici”. Dopo la quarantena, potrebbe toccare a lui.
Repubblica.it – Matteo Pinci