Il concetto di giustizia nel calcio è però stato rovesciato. Più che la caccia al bandito, si tende a punire tutti. A pagarne le conseguenze è nella stragrande maggioranza dei casi chi non ha commesso niente. Nella vita si punisce chi altera l’ordine delle cose per proteggere chi vive normalmente. Nel calcio perde chi paga il biglietto e non ha fatto niente. Dopo quarant’anni di stadio penso sia l’ora di ribaltare il concetto, esattamente l’opposto di quel che pensa Benitez. Provo a dire, apriamo lo stadio a tutti, togliamo i tornelli e le perquisizioni, magari facciamo stadi nuovi pensando alla comodità della gente, senza rubare troppo sugli appalti, torniamo in sostanza a essere normali e vediamo cosa succede.
La curva adesso è un tunnel buio e angusto in mano a un centinaio di delinquenti professionisti, riducibili, ma diciamo la verità, ineliminabili. Allarghiamo tutto, lasciamolo territorio libero. Succederà ancora qualcosa, ma allora sarebbe chiaro chi è la causa e come intervenire direttamente, sul posto. Forse siamo tutti ormai maturi per provare. Se non altro perché abbiamo già provato tutto l’opposto e nel complesso sappiamo che è stato una vergogna.
Corriere della Sera – M. Sconcerti
