
La Gazzetta dello Sport (D.Stoppini) – Grazie, prego, scusi, (forse) tornerò. Metti la Roma e la Uefa un giorno a Nyon: così lavoriamo noi, la prima esposizione. Ok, ma perché quel paletto dell’ultimo accordo sforato? Per colpa di una cessione pianificata e saltata in extremis, ma pure perché non rinunciamo alla competitività della squadra. E non abbiamo intenzione di farlo neppure in futuro. Futuro nel quale, magari non a brevissimo termine come si immaginava negli ultimi giorni, sulle maglia apparirà il nome di uno sponsor.
Alla voce ricavi, invece, presto ci sarà quella dello sponsor. I tempi non sono così stretti come le parole del d.g. Baldissoni della scorsa settimana avevano fatto intendere. Ci sono trattative in corso, in particolare con due aziende, una delle quali è la Turkish Airlines. Ci vorranno ancora settimane. Per fissare una dead line immaginaria, si potrebbe dire che la Roma si doterà di uno sponsor probabilmente tra la fine di questa stagione e l’inizio della prossima. La sentenza della Uefa arriverà a primavera inoltrata, probabilmente tra aprile e maggio: l’ottimismo da parte dei dirigenti è stato confermato dall’incontro. La Roma non si aspetta più di una multa, anche se c’è pure il rischio di un taglio della rosa. La sanzione per lo sforamento era stata di 6 milioni, di cui 2 già pagati e 4 congelati, ma può essere totalmente riformulata. Anche in considerazione – pensano – della situazione non proprio florida di altri club nel mirino della Uefa. Ma alla fine, in ogni caso, starà a Nyon stabilire il metro di giudizio.