Gasperini: “Sul mercato ho lasciato libera scelta alla dirigenza” e “ho sempre insistito sul fatto di dover alzare il livello in attacco”.
Nell’altra “partita” giallorossa, quella che da mesi si gioca nel dietro le quinte tra tecnico e il duo Massara–Ranieri, Gian Piero Gasperini ha concesso un significativo “tempo supplementare” nel dopo Pisa, quando ha accennato ai risultati brillanti dell’Atalanta, per i quali la Roma lo ha voluto sulla sua panchina: “Meglio che non si tiri in ballo la mia ex squadra, che ha conseguito risultati straordinari con giovani e meno giovani, perché era molto competitiva fin da subito”. Come dire: a Bergamo avevo un gruppo pronto per vincere, a Roma (evidentemente per ora) no.
Gasperini replica a Ranieri
Perché il tema dei troppi giovani è tornato di stretta attualità dopo le parole di Sir Claudio, secondo cui era nei patti una stagione orientata alla valorizzazione dei talenti accanto a qualche big. Ma con il senior advisor Gasperini ha spiegato di “non aver avuto finora screzi” e che lo vedrà la prossima settimana.Quindi, ha focalizzato il suo tema centrale degli attaccanti: “Sul mercato ho lasciato libera scelta alla dirigenza sui nomi che non conoscevo. Di quelli che ho chiesto ne è arrivato soltanto Wesley in estate. Poi ho chiesto un punto fondamentale, cioè di lavorare sugli attaccanti, visto che abbiamo perso Shomurodov e Saelemekers. Ho sempre insistito sul fatto di dover alzare il livello in quella zona del campo. Tre allenatori scelti prima di me? Sono cose normali nelle società. Io sono contento della scelta che ho fatto”.
Con Ricky Massara, però, la contrapposizione è chiara da tempo. E proprio nel separare le posizioni tra l’uno e l’altro, si è capito una volta di più quale è il motivo dell’insoddisfazione sul mercato. “Ho sempre indicato i ruoli in tutti i club, saltuariamente i nomi solo perché ero fortemente convinto. Non faccio scouting anche se ho qualche soffiata che mi aiuta. Quello di Malen è stato un colpo di fortuna, un qualcosa che si è creato in 24 ore”.
Gasp ha comunque offerto a più riprese sfoghi legati al mancato arrivo di alcuni elementi che riteneva fondamentali: dai casi Sancho e Fabio Silva a quelli più recenti di Raspadori e Zirkzee. L’ingaggio di Malen ha poi indubbiamente riportato il sereno nelle prime settimane, in coincidenza con i gol puntuali dell’olandese e lo slancio della Roma verso la Champions. Ma tra febbraio e marzo la vistosa frenata in campionato e l’eliminazione agli ottavi di finale di Europa League hanno fatto poi salire di nuovo la temperatura.
L’allenatore romanista, infine, si è soffermato sulla sfida: “La partita si è messa bene dopo appena tre minuti, e non era facile perché il secondo tempo contro l’Inter aveva lasciato molta amarezza. Ho un solo binario, che sono le sei giornate che restano. Siamo ancora lì e lotteremo fino alla fine per la quarta posizione”.