Polveriera, ring, osteria. Solo alcuni delle immagini associate allo spogliatoio della Roma, dopo la rissa di Udine tra Osvaldo e Lamela. Oggi la società, “su input dell’allenatore”, ha ufficializzato le sanzioni nei confronti del suo attaccante: “Il calciatore Pablo Daniel Osvaldo – si legge nel comunicato – sarà multato con l’importo massimo consentito dai regolamenti della Lega Calcio“. Una sanzione che andrà scontata con il pagamento del 30 per cento dello stipendio mensile, circa 50 mila euro. Ma non solo: “L’allenatore ha disposto per il calciatore l’esclusione dalle convocazioni per la prossima trasferta di Firenze“. Ad addolcire, per quanto possibile, una punizione forse anche fuori misura, l’iniziativa della squadra che ha richiesto a Luis Enrique di consentire a Osvaldo di allenarsi con il resto del gruppo. Ma anche il tifo romanista, stavolta, respinge l’ingiunzione del tecnico: “Osvaldo non si tocca“.
I TIFOSI: “NON SI TOCCA”, L’AGENTE: “L’ESCLUSIONE GLI FA MALE” – Divergenza esposta a chiare lettere anche dai tifosi. Se all’Olimpico avevano sposato il progetto di una squadra “mai schiava del risultato“, oggi a Trigoria il messaggio era differente: “Osvaldo non si tocca“, lo striscione esposto sul muro di cinta del centro sportivo. Intanto, anche l’agente del giocatore ha commentato: “Osvaldo non prenderà bene l’esclusione – ha detto prima che fosse ufficializzata la decisione l’agente Decoud – questa situazione gli fa male, ma non è normale che Dani venga massacrato così, mi aspetto che la società lo difenda. Si sta facendo troppo rumore per una semplice discussione con un ragazzino più giovane“. Questione di punti di vista.
OSVALDO-STOP, TOTTI ALTRA BOTTA: E’ EMERGENZA ATTACCO – Dopo la scelta di escludere Osvaldo dalla trasferta di Firenze, le preoccupazioni di Luis Enrique si spostano però sul campo. Ad oggi, l’allenatore è certo di poter contare soltanto su due attaccanti: Bojan e Lamela. Un bel problema per chi non ha alcuna intenzione di abbandonare il modulo a tre punte. Anche perché, se fino a ieri sembrava quasi scontato il rientro di Totti a pieno regime, oggi la sfortuna è tornata a farsi viva con il capitano. Che, per la terza volta in sette giorni, ha subito una botta sulla caviglia sinistra, quella operata nel 2006: una calamita, quell’articolazione, che per Luis rischia di trasformarsi in calamità. Soprattutto perché, con Borini fermo ancora per almeno sette giorni, neanche Borriello è ancora rientrato in gruppo, nonostante lo staff sanitario punti forte sulla possibilità di recuperarlo in tempo per aggregarlo alla lista dei convocati. Soltanto se riuscirà a svolgere alcuni allenamenti con il gruppo, però, Luis lo prenderà in considerazione. Anche per questo, cadono quasi in secondo piano i problemi difensivi e l’esperimento, per tutelarsi dopo lo stop di Kjaer (lesione al flessore, arrivederci al 2012) di De Rossi in difesa. I pensieri, inutile negarlo, sono concentrati sulla prima linea: l’allenatore studia il tridente piuma con Pjanic, Bojan e Lamela, tre che insieme sfiorano i 60 anni e si coccola il giovanissimo Caprari, sperando in un recupero lampo dei due senatori. Sicuri sia stata una buona idea escludere Osvaldo.
Repubblica.it – Matteo Pinci