
RECORD — Perrotta, nella sua prima stagione con Spalletti, fece 8 gol, l’anno successivo, da campione del mondo, arrivò addirittura a 13. A Radja ne mancano 5, ma con 3 competizioni da giocare e 3 mesi di campionato ancora da disputare, arrivare a una cifra del genere è ancora possibile. D’altronde, in 13 mesi con Spalletti è già a quota 14, tanti quanti ne aveva fatti in carriera con Garcia, Lopez, Pulga e Pioli messi insieme. Un rendimento su cui Spalletti avrebbe scommesso fin dal primo giorno, meno Radja, che mai in carriera aveva giocato così avanzato.
MARTINEZ E CONTE — Il gol alla Fiorentina di ieri sera, il più bello tra i 4 fatti dalla Roma, ha avuto ampio risalto in Belgio e in Inghilterra, dove si continua a parlare di lui per il rapporto con due allenatori: il c.t. Martinez, che non lo considera (ancora) indispensabile, e Antonio Conte, che in estate ha fatto di tutto per portarlo al Chelsea, ma si è dovuto arrendere alla “scelta di vita” fatta da Nainggolan e dalla sua famiglia. “A Roma sto bene e qui voglio restare”, ha detto in privato all’ex c.t. azzurro e in pubblico più volte, e pazienza, per adesso, se l’adeguamento contrattuale promesso dalla società ancora non è arrivato.
LA FIRMA — Spalletti lo ha ribadito anche ieri, bisogna pensare prima a giocatori come lui, Manolas, De Rossi e Strootman, “perché è grazie a grandi calciatori così che la Roma sta facendo queste cose” e il messaggio alla dirigenza è semplice: Radja non si tocca. Oltre alle vittorie e alle prospettive di crescita di cui spesso parla, il tecnico toscano è stato chiaro: Nainggolan è uno dei punti fermi di cui non vuole privarsi. Adesso, ovviamente, visto che gioca sempre, e soprattutto in futuro. Il suo rinnovo passa anche dalla conferma del suo centrocampista più prolifico.