
La Gazzetta dello Sport (M.Cecchini) – Gli odori a questo punto cominciano a sentirsi forti. Quello della zona
Champions per la
Roma e quello, più flebile, dell’area
retrocessione per la
Samp. I numeri non mentono: ora sono 2 i punti di distanza dei giallorossi dalla
Fiorentina, restano 5 invece quelli dei doriani dal
Carpi. Tutto questo frutto di un
2-1 santificato dalle reti di
Florenzi,
Perotti e
Fernando, pur con la deviazione decisiva di
Pjanic. La squadra di
Spalletti arriva alla terza vittoria consecutiva, ma i ragazzi di
Montella stavolta possono avercela con la sorte, visto che nel finale una grande parata di
Szczesny e una traversa di
Cassani avrebbero sancito un 2-2 non certo scandaloso. Se Perotti – all’esordio all’Olimpico – segna la sua prima rete giallorossa, c’è da segnalare come Cassano giochi un finale di partita eccellente, che fa lievitare la Samp fino ai rimpianti, anche se lo score delle ultime 6 partite racconta di 5 sconfitte e un pari.
A SCACCHI – Si sfidano due fra gli allenatori più bravi e così (con Montella che però perde
Moisander per un fastidio muscolare) il campo diventa presto una
scacchiera. Spalletti punta su una difesa a 4 che è davvero 3 e mezzo come ha spiegato lui alla vigilia, visto che Maicon pencola tra i due reparti. In mediana
Keita fa da perno mentre
Florenzi parte a destra per spostarsi presto a sinistra, col compito di scambiarsi spesso di posizione con
Perotti, uomo ovunque della trequarti e in ogni caso alle spalle di
Salah ed
El Shaarawy. Questa prima versione è la più scintillante e nei primi 20’ fa soffrire il lato sinistro della Samp, dove Dodò e Barreto lottano contro
Maicon e Salah innescati bene da
Pjanic, che all’8’ e al 18’ non crede nel suo colpo di testa. Al 20’ invece l’azione più bella, rifinita da Salah, vede El Shaarawy sprecare tirando alto da ottima posizione. Il calo fisico di Maicon, però, non consente più ai giallorossi di sfidare nell’uno contro uno
Muriel e
Correa, che va in appoggio del colombiano più spesso di
Soriano. Così, quando la Samp comincia un po’ a far salire il baricentro grazie al palleggio, Spalletti passa alla difesa a 3, allargando
Florenzi sulla fascia sinistra. E proprio l’azzurro va in
gol di testa, riprendendo il tiro di El Shaarawy che si impenna dopo una deviazione, coronando un’azione portata avanti dallo stesso Florenzi.
CAMBI – Nella ripresa la Roma ripassa a 4 dietro con l’inserimento di Digne. La mossa sembra essere propizia perché al 5’ Perotti, servito da El Shaarawy, con un gran tiro al volo sigla il doppio vantaggio. La Samp passa al 4-3-3, allargando Soriano sulla fascia sinistra, senza che questo in avvio scuota le acque, tant’è che in ripartenza Pjanic all’8’ sfiora il tris. A spostare gli equilibri, però, è la rete di Fernando, il cui tiro è deviato in modo decisivo da Pjanic. La Roma si spaventa e Spalletti cerca di tenere alta la squadra inserendo Dzeko e passando al 4-2-3-1, con Florenzi terzino destro. All’inizio la mossa pare funzionare, visto che il buon pressing alto innesca al 28’ El Shaarawy che però sciupa il k.o. Ma il calo è fisiologico e, complice l’ingresso di Cassano, il finale è tutto blucerchiato, con Szczesny che salva in uscita sullo stesso Cassano al 42’, blocca un tiro di Dodò al 47’ e un minuto più tardi viene salvato dalla traversa dopo la girata di Cassani su cross ancora di Dodò. Morale: come nei due finali speculari dell’ultimo turno (contro Sassuolo e Torino), ancora una volta gli astri accarezzano la Roma e beffano la Samp. Le rivali dirette per Champions e salvezza ne tengano conto.