
Stefano Vecchi, tecnico dell’Inter Primavera, ha parlato della vittoria un Supercoppa contro la Roma di De Rossi. Le sue dichiarazioni:
VECCHI IN CONFERENZA STAMPALa finale di Youth League è il prossimo obiettivo?
A livello internazionale è molto dura, di certo abbiamo un buon valore tecnico e fisico, però la storia ci dice che non è semplice. Ora affrontiamo lo Spartak, ma arrivare alla fine lì sarebbe il top. In Italia abbiamo vinto tutto, ringrazio la società perché non si vince senza la forza di quest’ultima. E ringrazio i ragazzi, sono convinto che tanti arriveranno lontano, qualcuno sta già giocando ad alti livelli.
Lui è un 2000 per cui è ancora sotto età, quando uno fa due gol in una finale ha una buona stella, oltre che tecnica e grande volontà. Non è scontato soprattutto per un giocatore che si porta con sé tante aspettative. A volte perde qualità nella generosità”. Dedica. “Dobbiamo ringraziare quelli che ci sono stati vicini, poi io personalmente ho vinto tutto e devo ringraziare tutti, quelli che lavorano dietro le quinte. Io ho l’onore, spero di portare a casa altre vittorie.
L’aspetto che più ti ha soddisfatto?
La grande attenzione ai particolari, anche negli errori abbiamo sempre posto rimedio. Abbiamo meritato di vincere perché poi abbiamo avuto noi le occasioni per chiudere la gara. Mentalmente siamo sempre stati in partita.
Hai avuto pensieri negativi sull’1-1? Emmers è sembrato il migliore nella cornice di San Siro: è pronto al salto tra i professionisti?
Il pensiero di perderla l’ho avuto sull’1-1, ma poi ho dato segnali con i cambi offensivi. Vedevo la squadra che stava bene in campo la voglia era di evitare i rigori visto anche il precedente. Emmers è un giocatore, gli manca un po’ di spessore fisico che gli arriverà con la crescita. Può giocare nelle grandi, nell’Inter è difficile perché ci sono grandi campioni. Leggo di interessamenti di grandi squadre, io spero rimanga con noi.
VECCHI A INTER TV
“Ci siamo rifatti della finale persa l’anno scorso e meritatamente abbiamo portato a casa questa coppa. In Youth League ci sono squadre importanti, noi italiane facciamo fatica ma ce la giocheremo a testa alta misurandocela al meglio che possiamo, ma se tre/quattro anni fa mi avessero detto che avrei vinto tutto in pochi anni non ci avrei creduto, anche se sapevo di essere in una società importante con un settore giovanile importante, ma non era scontato vincere. Una vittoria che serviva all’Inter, allo staff, a me come ciliegina sulla torta. Questa vittoria è figlia di chi ha vinto lo scorso anno, c’era Zinho che è venuto a vederci in panchina e gli abbiamo detto che siamo qua anche per merito suo. Rimarrà che io e il mio staff abbiamo vinto tutto compresa la prima Supercoppa di categoria. San Siro ci ha dato stimolo, si giocava in un impianto importante ma ho cercato di far capire ai ragazzi che si trattava di un campo con due porte come sempre, ma è un’esperienza che li aiuta a crescere. Credo che se vinci e giochi partite importanti i giocatori crescono di più, anche se qualcuno dice che in un settore giovanile i risultati sono relativi”
Il vostro segreto?
L’organizzazione che c’è qui, la forza della società, sempre competitiva. La giusta conseguenza di un lavoro che parte dai più piccoli, io ho la fortuna di apparire di più allenando la Primavera, ma ci sono giocatori cresciuti qui o presi da un lavoro di scouting, è merito di gente che lavora dietro le quinte in maniera importante. La Roma ci ha messo in difficoltà anche stavolta, ci ha riportato coi piedi per terra con il gol, abbiamo sofferto, ma alla fine abbiamo vinto meritatamente perché abbiamo rischiato poco o niente avendo buone opportunità per segnare.
VECCHI A SPORTITALIA
Ha completato il ciclo di successi…
Siamo tutti contenti e orgogliosi di quello che abbiamo fatto negli ultimi 3 anni. Abbiamo vinto tutto e siamo contenti, sono fortunato. Ho la possibilità di lavorare in una società che non ci fa mancare nulla. Lo staff è di livello e i giocatori sono bravi, vincere non è sempre scontato.
In un momento così per la Prima Squadra, perché non pescare dalla Primavera?
Lo fa durante la settimana. Il gap tra Primavera e prima squadra è ancora troppo alto. Se ci fosse una seconda squadra per far crescere i ragazzi permetterebbe di livellare questa differenza.
Colidio?
E’ un ragazzo di qualità e si sacrifica tanto. E’ stato molto bravo a sfruttare le opportunità e farci vincere una partita sofferta. Sono le nostre finali, non ne ricordiamo una facile ma ci piace così.
Pensa di tornare ad allenare tra i grandi?
Quando si è in una società così è difficile andare via. Se capita un’occasione deve essere importante. Non mi sento sminuito nel mio ruolo, sono contento così.