L’allenatore dello Sheriff Tiraspol Roberto Bordin, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport per parlare della gara di domani contro la Roma in Europa League. Queste le sue parole:
Per lei la prima volta contro un’italiana.
“È una grande squadra, anche se giocano Belotti ed El Shaarawy invece di Lukaku e Dybala, non sono male lo stesso, e in questa coppa la forza della Roma vale nel girone e in assoluto, in EL sono gli ultimi finalisti”.
“Ma non mi sembra che l’ultima gara con l’Empoli abbiano speculato… Anzi, hanno raccolto quello che avevano lasciato per strada con la Salernitana e a Verona. Mou è bravo per quello che ottiene dai giocatori e dà a loro, come tecnico e umanamente sempre al massimo. Mi auguro che con l’Empoli abbiano già dato tutto davanti!”.
Come l’affronterete?
“Non a viso aperto perché col palleggio ti massacrano, bravi nelle ripartenze, loro magari fanno turnover ma non hanno problemi, hanno grande qualità. Devi contenerli però giocando di squadra: se guardi il gol di Dybala con l’Empoli, basta una finta e via. Bisogna tagliare le linee di rifornimento e passaggi per quelli davanti, perché Lukaku è bravo pure nello scarico”.
Voi cambiate a ogni mercato.
“L’organizzazione e la tattica però sono le stesse, squadra sempre ribaltata a giugno, tanti elementi nuovi, è la loro mentalità qui: vogliono giovani che qui hanno possibilità di giocare in Europa, grande vetrina, e motivati per poi rivenderli. L’età media è bassa, 24,6 anni. Poi Luvannor è tornato per l’Europa, sono tutti motivatissimi, un buon mix”.
Chi dei suoi nuovi o vecchi l’ha sorpresa per miglioramenti e crescita?
“Sono cresciuti molto Joao Paolo, centrocampista bravo, nazionale di Capo Verde, e Garananga, 22enne difensore dello Zimbabwe. Poi il 34enne Ricardinho, tornato dopo 6 anni, e Talal”.
Il girone, oltre alla Roma, è con Slavia Praga e Servette: il vostro obiettivo?
“Il 2° posto, si andrebbe ai playoff di Europa League, o almeno il 3° per restare in quelli di Conference. Lo Slavia è forte, è primo nel suo campionato che è un bel torneo, vuol lasciare il segno in Europa, il Servette è di quarta fascia ma una delle più forti di quel lotto”.
Quali i suoi ricordi migliori da tecnico Sheriff in Europa?
“Nel 2017 la vittoria a Mosca con la Lokomotiv in EuroLeague; non passammo nel girone per differenza reti col Copenaghen, perdemmo lì l’ultima. E a febbraio la vittoria col Partizan in Conference a Belgrado, ribaltando il ko dell’andata”.