La Roma ha di nuovo alzato il muro difensivo con una rete subita nelle ultime quattro partite, e i difensori ora sono anche i primi goleador.
La Gazzetta dello Sport (A.Pugliese) – All’attacco, ma con la difesa. Sembra un paradosso ma non lo è. Nel senso che nella rincorsa attuale della Roma al quarto posto ed alla Champions League della prossima stagione uno dei punti di forza dei giallorossi è tornato ad essere proprio il reparto arretrato.
Perché ha finalmente smesso di prendere gol in serie e, anzi, adesso sembra di nuovo ermetico come lo era ad inizio stagione. E perché garantisce anche un apporto fondamentale alla fase offensiva, come dimostrano anche i marcatori di Roma-Fiorentina di lunedì sera. Eccetto infatti il 4-0 finale di Pisilli, le altre reti sono state segnate tutte da difensori: prima Mancini, poi Wesley e infine Hermoso (che, tra l’altro, aveva servito anche l’assist del 2-0 al brasiliano). Ed allora quella che a lungo è stata anche la miglior difesa d’Europa, adesso sembra essere davvero tornata ad essere ermetica come nei primi mesi di questa stagione. Dopo le 5 reti incassate a San Siro contro l’Inter nel giorno di Pasqua, i giallorossi hanno infatti subito una sola rete nelle successive 4 partite di campionato: vittoria per 3-0 con il Pisa, 1-1 con l’Atalanta, e nuovi successi per 2-0 a Bologna e per 4-0 con la Fiorentina in casa.Una compattezza fondamentale per dare l’assalto alla Juventus e provare a mettere la freccia sui bianconeri (i giallorossi hanno infatti lo scontro diretto a sfavore). Del resto la Roma è anche la squadra che in Serie A ha subito meno gol di tutti in casa, appena dieci in 18 partite giocate finora allo stadio Olimpico, alla media di 0,55 a partita. Un trend che, ovviamente, fa anche ben sperare per il prossimo derby, anche se poi quella è una sfida a sé dove può succedere sempre di tutto.
Ma quello che sorprende è anche l’apporto che i difensori stanno dando nella fase offensiva della squadra giallorossa. E questo in virtù del gioco di Gasperini, che prevede che uno dei due braccetti (a turno, a seconda di dove si va poi sviluppando la manovra) si alzi e accompagni la manovra, diventando così di fatto un centrocampista aggiunto e concludendo spesso la corsa con un inserimento nel’area di rigore avversaria.
Mario Hermoso, ad esempio, contro la Fiorentina si è trovato così prima nella condizione di poter servire l’assist per il 2-0 a Wesley e poi di andare a chiudere personalmente l’iniziativa di Koné, per il 3-0. E non è un caso, appunto, che lo spagnolo sia il difensore centrale che ha preso parte a più reti in Serie A nella gare casalinghe, con tre reti all’attivo (a Parma, Atalanta e appunto Fiorentina) e due assist (ancora ai viola e in precedenza con il Lecce). Hermoso, tra l’altro, è anche il primo difensore della Roma a segnare e servire un assist in una gara di Serie A dal 2019 ad oggi (l’ultimo a riuscirci fu Chris Smalling contro il Brescia).
Esattamente come non è stato un caso che ad aprire le danze lunedì sera sia stato Gianluca Mancini, con un colpo di testa perfetto. Dal suo primo gol in Serie A (11 novembre 2018) questa è stata la 14a rete segnata di testa da Mancio, con il solo Bremer (16) capace di far di meglio. Ma c’è anche di più, perché quel gol è stato il suo 21° con la maglia della Roma, una rete che gli ha permesso di staccare un pezzo di storia come Aldair (20) tra i difensori goleador della Roma e issarsi solitario alla rincorsa di Panucci (31).
E tanto per parlare di record, bisogna pensare anche alle 5 reti segnate finora da Wesley (in questa Serie A tra i giocatori “difensivi” ha fatto meglio solo Dimarco con 6). Un bottino importante, considerando anche la giovane età (22 anni) del brasiliano. Ed infatti tra i difensori dei 5 campionati top europei ad aver segnato almeno 5 reti c’è il solo Luka Vuskovic (centrale croato dell’Amburgo, appena 19 anni per lui) ad essere più giovane di Wesley. Insomma, se è vero che la difesa giallorossa è tornata ad essere quasi impenetrabile, è anche vero che i suoi protagonisti sono pericolosi anche dall’altra parte. Ed allora nella rincorsa alla Champions Gasperini ha un’arma in più…