Se il caso De Rossi non cannibalizzasse tanta parte dell’attualità giallorossa, la Roma che ieri ha ricominciato il lavoro andrebbe aggettivata in un solo modo: serena. Tanta gente entusiasta ad attendere i giocatori, un mercato attivo anche in uscita, la fila di procuratori fuori dallo studio del d.s. Walter Sabatini e, soprattutto, la consacrazione delle metodologie di Luis Enrique.
«Avanti così» Se i dirigenti hanno incontrato solo separatamente qualche calciatore, l’allenatore spagnolo ha «accolto» la squadra a Trigoria. Dopo gli auguri di rito, Luis Enrique ha parlato brevemente con i calciatori. Il senso del suo discorso è stato questo: «Andiamo avanti come abbiamo fatto finora, la strada è quella giusta. Adesso ci aspettano una serie di partite ravvicinate e quindi ci sarà da lavorare tanto». Proprio vero, ma il calendario del mese di gennaio parla chiaro, con la Roma alle prese con impegni sulla carta non titanici: Chievo, Catania, Cesena, Bologna e Cagliari. A febbraio, cioè, i giallorossi potrebbero trovarsi in posizioni nobili della classifica.
C’è Casemiro Da questo punto di vista, in cima alle preferenze c’è Casemiro, tant’è che ieri uno dei suo agenti, Joseph Lee, ha detto: «Sono venuto a Roma prima di Natale e mi sono incontrato con Sabatini. Ho notato un forte interesse. Sarò di nuovo in Europa la prossima settimana, e passerò anche a Roma». A quel punto sul futuro di De Rossi si saprà di più. In caso di una cessione a giugno, infatti, possibile che sia messa una clausola rescissoria salva-Roma (si fa per dire), ma difficilmente sarà superiore ai dieci milioni. Inutile dire che il Manchester City e il Real Madrid stanno alla finestra. E stavolta sperano sul serio.
Gazzetta dello Sport – Massimo Cecchini