Al di là di chi sarà il suo nuovo (nuovo?) allenatore, la Roma per la prossima stagione non ha bisogno di ritocchi ma di una vera e propria ristrutturazione. Una massiccia ristrutturazione, ai limiti della rivoluzione. Perché l’andamento della stagione ha dimostrato che la rosa messa a disposizione di Luis Enrique nella passata estate dal ds Walter Sabatini è ricca di contraddizioni e di lacune. Questo vuol dire che c’è bisogno di parecchi innesti, in ogni reparto. E gli acquisti dovranno andare di pari passo con le cessioni, perché – al momento – c’è troppa gente a Trigoria che non può/deve giocare in una Roma con ambizioni.
A centrocampo, intoccabili e confermati De Rossi e Pjanic. Marquinho costa altri 4,5 milioni di euro e, viste le sue prestazioni, meriterebbe di restare. Simplicio non ha mai fatto polemiche e quando è stato chiamato in causa raramente ha deluso. Perrotta deciderà autonomamente il proprio futuro, ma per lui già quest’anno c’è stato pochissimo spazio. Greco continua ad essere un centrocampista accompagnato da parecchi punti interrogativi. Gago è in prestito, guadagna un sacco di soldi e, tutto sommato, non ha inciso come ci si aspettava. Pizarro, di rientro da Manchester, potrebbe servire solo se non dovesse restare Luis. Riassunto: serve soprattutto un intermedio titolare di qualità.
In attacco, Osvaldo e Lamela, per differenti motivi, non si muoveranno. Bojan ha segnato sei gol senza mai esser stato titolare, ma in pochi se ne sono accorti. Borini, che è in comproprietà con il Parma, ha avuto una grossa fiammata poi è calato vistosamente. Totti è Totti, cioè la Storia della Roma. Per Borriello, attualmente in prestito alla Juventus, vale il discorso fatto per Pizarro. Quindi? Servirà innanzi tutto un vice Borini, se non verrà confermato. E poi sarà necessario dare qualità al reparto, perché Totti non potrà continuare a risolvere i problemi all’infinito.
Il Messaggero – Mimmo Ferretti