POLEMICHE ITALIANE L’impressione è che l’Inghilterra gli faccia brillare lo sguardo, soprattutto se l’argomento scivola sulle tensioni degli ultimi giorni. «Io vengo da un altro calcio, la Premier è uno show. Dispiace che intorno alla Nazionale ci siano tante tensioni. Siamo orgogliosi di andarci, ma in Italia siamo abituati alle polemiche. A noi non toccano, perché siamo abituati a lavorare e basta, però siamo dispiaciuti per Conte. Comunque abbiamo visto che a lui lo caricano e a noi succede lo stesso». Con queste premesse, nessuna sorpresa che un ritorno alle nostre latitudini non lo entusiasmi. «Io sono pro Italia: città belle come da noi non ci sono, un clima come il nostro non c’è. Peccato che quando ci saranno gli stadi nuovi sarò troppo vecchio, ma un giorno la A tornerà a essere il torneo più bello del mondo. Se Roma, Napoli e Firenze facessero impianti nuovi, diventerebbero bolge in cui sarebbe difficile giocare. La Juve ha anticipato tutti». L’impressione è che, da vero cittadino europeo, Pellè abbia acquisito saggezza e disincanto da giudicare il nostro calcio con sguardo impietoso ma sereno. Graziano è il prototipo dell’italiano da esportazione 2.0. In modo semiserio in passato si raccontava così: «Sono più bello di Cristiano Ronaldo, più bravo a ballare di Tony Manero e, se facessero un film su di me, vorrei che a interpretarlo fosse un attore elegante come Clooney». Da campione sulle piste da ballo in coppia con la sorella Fabiana, Pellè sa fare sempre il passo giusto, mai più lungo della gamba. E quando i suoi tifosi lo paragonano a Ibra, ogni volta replica modesto: «Ci provo». In una Nazionale da rifondare, chissà se il suo mix di lustrini e sudore non rappresenti la formula per uscire dal guado.
La Gazzetta dello Sport – M. Cecchini
