Tra compagni di squadra le liti ci sono sempre state e la storia insegna che non sempre sono state negative. Anzi, nel campionato 1973-74 portarono benissimo alla Lazio di Maestrelli, che nonostante uno spogliatoio diviso in due clan rivali, vinse il primo scudetto della storia biancoceleste. In quella squadra i due gruppi si dividevano anche al campo di allenamento di Tor di Quinto, dove ognuno aveva il suo spogliatoio e guai a chi si sbagliava ed entrava in quello dell’altro. Una discussione pubblica ci fu tra Chinaglia e D’Amico in un’Inter-Lazio, con tanto di calcione sul sedere.
Un gesto del quale il buon “Ciccio” si è poi sempre pentito. In un’altra trasferta a Udine, invece, ci fu un alterco in campo tra Panucci e Doni dopo un gol subito dalla Roma, mentre nella stagione 1988-89 si parlò di numerosi litigi tra alcuni veterani giallorossi e Massaro, arrivato in prestito dal Milan e anche tra capitan Giannini e il brasiliano sciupafemmine Renato. Più indietro nel tempo, negli anni ’50, fu il fumantino danese Helge Bronèe ad avere più di uno screzio con molti compagni. Tra i casi più recenti, il calcio di Ibrahimovic a Strasser nel corso di un allenamento a Milanello dopo un intervento deciso del ragazzo e il litigio tra lo stesso Ibra e l’americano Onyewu. A Manchester, lato City, si sono attaccati Balotelli e Jerome Boateng, mentre a Monaco, nel Bayern, ci fu un pugno di Robben a Muller. Alla Juve la lite, tra Felipe Melo e Sissoko.
Il Tempo – Franco Bovaio