In conferenza stampa Gasperini detta le regole per costruire quella che secondo lui deve essere la Roma nel futuro. Parla di target sul mercato e rapporti con la dirigenza.
Il Messaggero (A.Angeloni) – Gian Piero Gasperini è sempre lo stesso, ti graffia con il sorriso. Ma è molto chiaro, specie se si parla di futuro, della Roma che verrà. È un discorso che gli sta a cuore, come la sfida di stasera con il Pisa, che sembra finire in secondo piano, quando invece c’è ancora un obiettivo in caldo: il quarto posto. Non lo scudetto, il quarto posto. E questa squadra di, come li definisce lui, «bravi ragazzi e persone serie», può ancora raggiungerlo. «È un traguardo che ci siamo dati noi, la proprietà non me lo ha mai chiesto», la precisazione del tecnico. Traguardo raggiungibile con questa rosa, il problema, e il motivo del calo che ha fatto scendere la Roma al sesto posto, sono stati pure gli infortuni. «Defezioni pesanti da un certo punto in poi, molti calciatori li ho persi per tanti mesi».
C’è un futuro oltre Roma-Pisa e l’obiettivo, non obbligatorio ribadiamolo, della Champions. C’è un futuro che riguarda Gasperini; ce n’è uno che tocca i suoi rapporti con la dirigenza; ce n’è anche un altro che concerne gli obiettivi di mercato e le scelte da fare per dove si vuole andare: calciatori in scadenza, acquisti, il vero valore della panchina e in generale della rosa attuale. L’allenatore detta le regole, così è se vi pare.Punto 1, il futuro di Gasp è legato al piazzamento, sì o no?. «Io via senza la Champions? Se lo dice la proprietà, ha un senso, se lo sostiene qualcun altro allora è solo un pensiero come tanti. Liberi di credere ciò che si vuole».
Punto 2, il rapporto tra Gian Piero e la dirigenza. La risposta è senza nominare né Ranieri né Massara. «Io sono abituato a ragionare solo sul miglioramento della squadra e come renderla più forte. E quando è così funziona tutto benissimo». Come a dire: se mi comprate i calciatori che voglio, non litigo con nessuno. Poi. «So che dobbiamo giocare sette partite con il gruppo impegnato sull’obiettivo, me compreso. Gli altri discorsi verranno fatti nelle sedi opportune. Fino all’ultima partita saremo persone serie, questo è il nostro dovere».
Punto 3, come rinforzare la squadra e il target dei calciatori acquistabili alla luce degli impegni con la Uefa e il FFP. «Questa è una scelta della società. Magari la società non ha più intenzione di andare su giocatori con contratti alti. L’altra idea è andare sui giovanissimi che però non so se una piazza come Roma può recepire, visto che con troppi giovani abbassi le ambizioni. L’ideale è il target Malen-Wesley, per costi, stipendi etc… Non è facile ma è un qualcosa di possibile. Poi se ne trovi dieci sei bravo, se ne trovi due ne inserisci due». Chiarissimo.
Punto 4, la scelta del gruppo e i pochi da salvare tra prestiti ed elementi in scadenza, a partire da Pellegrini. «Questa situazione esiste da inizio anno, non si è affrontata prima quindi è rimasta uguale, non è una novità. Dipende dalla volontà di tutti. C’è chi è in scadenza, chi in prestito, o chi potenzialmente potrebbe essere sul mercato per il bilancio. Pellegrini dopo Milano ci ha messo la faccia, so che devo molto a questi ragazzi per come hanno interpretato la stagione, non cambio opinione dopo una sconfitta. Sono riconoscente e insieme a loro voglio concludere bene la stagione. Abbiamo un traguardo e vogliamo raggiungerlo. Poi quello che succederà tra un mese è imprevedibile. Anche se fossero le ultime partite che giocheremo insieme lo faremo al massimo».
Punto 5, l’ultimo. Cosa manca ai vari Ghilardi e Vaz per poter giocare con più continuità? E qui, Gasperini, si arrabbia un po’… «Ghilardi ha giocato tanto, Vaz più che al Marsiglia. A loro non manca nulla, io faccio delle scelte. Se poi Vaz deve stare al posto di Malen o Ghilardi in quello di Ndicka, va bene eh. C’è una squadra che gioca con continuità, altri che sono entrati e stanno crescendo». Fine.